Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Italia, ci vuole Chiesa: adesso Mancini deve puntare soprattutto su Federico

Il viola ha incantato contro la Polonia. È pronto per trascinare gli azzurri già a Lisbona. Il nuovo corso deve passare attraverso il talento della Fiorentina

Come ricorda La Gazzetta dello Sport, a Bologna contro la Polonia abbiamo sofferto tanto e creato poco, abbiamo preso piena coscienza di quanto sarà dura la risalita. Ne avessimo di eroi... Ma ci accontentiamo anche di buoni giocatori, carichi di talento e di entusiasmo; qualcuno cui aggrapparci per sperare nella rinascita.

Uno in realtà lo abbiamo individuato, su tutti: Federico Chiesa. E’ il caso di piantarlo come un chiodo al centro del progetto di Roberto Mancini e di farne una colonna della nuova casa azzurra, così difficile da tirare su. Precettato dall’emergenza.

sponsored

Subito in battaglia, il ragazzo del ’97. Già domani a Lisbona dal primo minuto, speriamo. Entrare per spaccare o rimediare non basta più. PRONTO. Chiesa si è messo alle spalle un campionato da 35 presenze, 6 gol e 3 assist. Da agosto a maggio ha tenuto una velocità di crociera alta e costante: media voto 6,37.

Solo 18 giocatori in tutta la serie A hanno meritato di più. Significa due cose. Prima: nonostante una carrozzeria, apparentemente gracile, ha superato il crash-test di un torneo intero (35 su 38), contro difensori di Serie A che sono i più attendibili in circolazione.

sponsored

Seconda: l’alta media voto dimostra che Chiesa ha retto non solo nel fisico, ma anche nella testa. Non ha patito vuoti d’aria. Si è imposto una continuità di rendimento che è frutto di concentrazione, professionalità, fame, entusiasmo.

MORALE. Federico è pronto nel corpo e nella testa. Con un optional in più che spesso smarca il campione dal buon giocatore: non soffre l’escursione termica delle pressioni. Chiesa gioca in Nazionale come nella Fiorentina.

E allora: Chiesa, tanto e subito.
sponsored

Senza farne un eroe della disperazione, certo. Potrà steccare qualche partita, deludere. Ne ha diritto per ragioni di età. Dovremo giustificarlo e aspettarlo come tutta la giovane Italia di Mancini. Ma oggi ne abbiamo troppo bisogno.

Le alternative non abbondano. Sventurati noi.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento