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Inutile meravigliarsi: questa è la Fiorentina vista in tutta la stagione

La Fiorentina, reduce da una bella vittoria contro una grande del campionato italiano, affonda una settimana dopo contro una squadra nettamente inferiore. Non sembra un deja vu? Davvero ancora ci si meraviglia a commentare sconfitte clamorose, magari dopo essere riusciti a strappare tre punti contro avversari blasonati pochi giorni prima?

L'andamento di questa stagione della Fiorentina non fa altro che raccontare un continuo susseguirsi di prestazioni convincenti e inspiegabili capitomboli.

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Dopo la vittoria in casa con la Roma è arrivato il pareggio con l'Udinese. Il bel trend iniziato con il pareggio con il Napoli e proseguito con la vittoria contro la Juventus è durato appena una partita (0-3 con il Chievo), per poi interrompersi con un inspiegabile 3-3 al Franchi con il Genoa, in una partita che la Fiorentina stava conducendo con due reti di vantaggio.

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Subito dopo, il recupero con il Pescara, riacciuffato all'ultimo minuto dopo un primo tempo imbarazzante (anche a detta dello stesso Sousa), e le quattro sberle prese all'Olimpico contro la Roma. Per non parlare della vittoria esterna in Europa League contro il Borussia Mönchengladbach, seguita dalla sconfitta contro il Milan a San Siro e dal famigerato capitombolo al Franchi contro i tedeschi, nella gara di ritorno dei sedicesimi della ex Coppa Uefa.

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Infine si arriva alla storia recente: il buon momento condito da undici punti in cinque partite (senza tuttavia mai convincere fino in fondo), interrotto dalla sconfitta interna con l'Empoli; la vittoria nella pazza gara del Franchi contro l'Inter cancellata dal 2-0 a Palermo.

Ricordare aiuta ad assimilare una grande verità su questa stagione: la Fiorentina non ha mai dato l'impressione di poter davvero raggiungere le posizioni in classifica occupate nelle ultime quattro stagioni. O meglio, nei momenti nei quali, dopo una bella vittoria, si poteva cominciare ad abbozzare un pensiero di rilancio, i viola facevano uno o due passi indietro, tornando a galleggiare nell'anonimato.

Le colpe di questa annata non possono essere direzionate verso un solo responsabile.

Vanno distribuite a tutti gli attori protagonisti. Un gruppo logoro, arrivato scarico ancor prima di iniziare la stagione e pieno responsabile di prestazioni indegne come quella di Palermo. Un allenatore che vorrebbe essere in qualsiasi parte nel mondo tranne che a Firenze, e che si diverte a sperimentare formazioni tanto più bislacche quanto meno efficaci.

Una società troppo assente per essere vera (ieri solo Freitas a rappresentare la Fiorentina, anche questo un deja vu?) e refrattaria a prendere meritati provvedimenti punitivi verso i suoi dipendenti. Il risultato è questo 2016-17: senza infamia e senza lode, con pochi acuti e tanti momenti dimenticabili.

I tifosi ormai aspettano con ansia che questa stagione giunga al termine, in attesa della annunciata ricostruzione estiva. Con il timore che sia troppo tardi per ricucire il rapporto tra ambiente viola e società.

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