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Inchiesta Report, rapporti tra Juve, ultras e mafia. 'Ma nessun dirigente bianconero indagato' (VIDEO)

L'indagine giudiziaria sul suicidio di Bucci e i rapporti mafia-ultras nell'inchiesta di Report. E Agnelli e la Juve sapevano degli striscioni contro Superga.

Rapporti tra i gruppi ultras e la mafia, bagarinaggio dei biglietti (allo Stadium e nelle trasferte europee, fino alle finali di Champions), legame stretto tra dirigenti e gruppi organizzati dei tifosi, un suicidio di un tifoso collaboratore del club.

E' quanto emerso dall'inchiesta di Report, programma di Rai 3 andato in onda ieri sera. L'inchiesta ripercorre la verità giudiziaria sulle indagini e potrebbe aprire nuovi filoni sul rapporto mafia-ultras («Non solo i Dominello.

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In curva è entrata la Calabria unita», ha detto in un audio rubato Placido Barresi, ‘ndranghetista dei Belfiore) e sul suicidio di Ciccio Bucci, ultrà diventato collaboratore del club (e informatore dei Servizi). SUICIDIO MISTERIOSO.

A riguardo, il ticket manager Juve, Stefano Merulla, registrato dalla ex compagna di Bucci, ha fatto delle ammissioni: «Abbiamo fatto delle cose che non dovevamo. Ma le fanno tutti e se non ci avessero beccato avremmo continuato».

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E poi, parlando dell’interrogatorio di Bucci il giorno prima del suicidio: «Ci dicevamo cosa avrebbe potuto raccontare al pm». Resta ancora il mistero del borsello di Bucci, assente nella sua auto ma poi comparso nelle mani del security manager Alessandro D’Angelo.

Cosa sia successo dopo l’interrogatorio, invece, non è chiaro, anche se lo stesso boss Barresi ha ammesso: «Lo hanno menato perché volevano i soldi indietro. E poi c’è la minaccia al figlio...». Il riferimento è, ovviamente, agli ultras.

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Inoltre, il telefono di Bucci sarebbe stato sotto controllo da due anni, tranne che per le tre ore precedenti al suicidio dell'uomo, per uno 'sbalzo di corrente'. STRISCIONI SU SUPERGA. Nel programma si raccolgono interviste e testimonianze di capi ultras, personaggi dei gruppi organizzati dei tifosi e di chi ha rapporti con la mafia.

Report si sofferma anche sullo striscione contro i morti di Superga entrati nello Stadium in occasione di un derby contro il Torino. Striscioni vergognosi che sarebbero stati fatti entrare dal security manager bianconero Alessandro D’Angelo, ripreso anche dalle telecamere, e di cui Andrea Agnelli sarebbe stato a conoscenza, nonostante la condanna pubblica sui social dopo la partita.

BAGARINAGGIO. Un rapporto di collaborazione reciproca tra dirigenti bianconeri e gli ultras, per una 'pacifica convivenza'. Si parla di bagarinaggio, biglietti da 35 sterline per Tottenham-Juve venduti a 850, affari da milioni di euro.

"E il bagarinaggio continua ancora oggi", secondo Report. Come evidenziato dal programma, "Rocco Dominello, figlio di un boss mafioso, si era infilato nella Curva e ha cominciato a fare business con il bagarinaggio. La Juventus ha ceduto negli anni migliaia di biglietti agli ultras, nella consapevolezza che loro li rivendevano a prezzi maggiorati.

Per questo Andrea Agnelli è stato condannato in primo grado ad un anno di interdizione dai campi sportivi e poi pena ridotta a tre mesi più una cospicua multa". Nessun dirigente o dipendente della Juventus è stato mai coinvolto nell'indagine antimafia, sottolinea Report, ma sono tutti testimoni.

https://www.facebook.com/ReportRai3/videos/248502309155354/ https://www.facebook.com/ReportRai3/videos/363313084406190/ https://www.facebook.com/ReportRai3/videos/326913884527082/ https://www.youtube.com/watch?v=owltddFie_Q

QUI LA PUNTATA COMPLETA DI REPORT

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