Vai al contenuto
×

In ripartenza o a difesa schierata: la Fiorentina prende sempre gol. Nessun aiuto dal mercato (per ora)

Contro il Napoli nuovi episodi della saga degli orrori: così è dura salvarsi

La verità nelle parole di Nicolò Fagioli è fin troppo scontata. «Se continuiamo a subire due reti a partita, diventa complicato ottenere risultati». Una lunga serie di errori ed orrori. Un repertorio completo, dai gol presi a difesa schierata a ripartenze per mancate preventive, da disattenzioni individuali alle palle inattive in cui subire sempre qualcosa. La Fiorentina non si è fatta mancare niente. Del resto, se prendi 36 gol in 23 partite (la Viola non è più la peggior difesa assoluta solo 'grazie' alle recenti goleade prese da Torino, Pisa e Verona), hai modo di sperimentare vari modi per farti male. Spesso da solo.

sponsored

TROPPO FACILE. Anche a Napoli la Fiorentina ha concesso due gol evitabili. Il primo frutto anche della strategia pensata dall'allenatore. Giocare uomo su uomo, a tutto campo, con Pongracic ancora su Hojlund e accoppiate folli in mezzo al campo. Risultato: lancio lungo del portiere, blocco del centravanti, Vergara che scappa in porta. Troppo easy. Il secondo con un uno contro uno concesso senza raddoppio, ad un Gosens che non ha proprio la brillantezza dei tempi migliori. Sul 2-0 tutto si è fatto tremendamente complicato, e non è bastato il finale con il Napoli cotto e tutte le armi offensive in campo.

sponsored

NESSUN MIGLIORAMENTO. Sì, così è dura. Si diceva che con Vanoli le cose sarebbero migliorate. Lui, collaboratore di Conte negli anni tra Inter e Chelsea. Macché. Con Vanoli la Fiorentina ha incassato ben 20 gol in 13 partite di campionato (media 1,5 a gara), oltre a 6 reti prese nelle 4 sfide tra Conference e Coppa Italia. In 17 partite con l'ex Torino solo una volta la porta viola è rimasta imbattuta, nell'1-0 al 92' contro la Cremonese. Non a caso è arrivata una vittoria. Nel frattempo De Gea ha ricominciato a fare il suo, mettendo da parte qualche errore clamoroso, ma davanti a lui la situazione non è cambiata. Da Pongracic a Comuzzo, da Gosens ai centrocampisti, a turno tocca a qualcuno inciampare in qualche lacuna. È migliorata la produzione offensiva, con 18 gol fatti (media 1,4 a partita, contro lo 0,7 di Pioli in campionato), ma se prendi in media un gol e mezzo a gara è dura portare a casa risultati.

sponsored

LE RESPONSABILITA' DELL'ALLENATORE. E se da un lato Vanoli assicura a parole che la squadra ha capito la situazione in cui è, dall'altra ha ripreso a lanciare messaggi e frecciate ai suoi. Dal non saper stare nella sofferenza (ripetuto a toni duri dopo il Como, ma anche dal Maradona) al non saper restare aggrappati alle partite, fino agli approcci e alle reazioni dopo gli 'schiaffi' presi. Ma in tutto questo ci ha messo anche del suo, evidentemente. Nel trasmettere certi concetti e a livello tattico. Del resto lo ha detto chiaramente dopo il Cagliari dopo averlo fatto capire in altre occasioni: «Sei la Fiorentina e devi giocare, ma devi essere più attento e lucido sulle preventive». E lo hanno confermato anche alcuni suoi giocatori. La Fiorentina vuole uscire dalla zona retrocessione non facendo barricate, ma giocando a calcio e puntando sulla qualità. Intento lodevole, a patto che ci si ricordi di mettere in campo intensità, aggressività, spirito di sacrificio, furbizia nelle seconde palle e nei duelli. Tutte caratteristiche indispensabili che possiede chi è abituato a sgomitare per salvarsi. La Fiorentina lo ha dimostrato troppe poche volte. E infatti negli scontri diretti, contro tutte (a parte la Cremonese), ha pagato dazio. Anche provando a fare la partita, non ha dimostrato di essere superiore perché è crollata tra episodi e disattenzioni.

SENZA AIUTI DAL MERCATO. In tutto questo era lecito aspettarsi una mano dal mercato. Partiti Pablo Marì e Viti, degradato Ranieri, solo in corso d'opera si è capito che si doveva inserire un centrale non di copertura ma di livello. Difficile però a gennaio, specie per una squadra che ormai dovrà lottare fino alla fine per salvarsi: giocatori di un certo livello fanno fatica a calarsi in questa realtà. Vedi Dragusin (anche se Paratici ci proverà fino alla fine) o altri giocatori delle big seguiti (come Disasi). Ora le ultime ore per mettere una pezza, ma siamo già in ritardo. La Fiorentina ha ripreso a perdere punti e ha continuato a prendere gol su gol. Anche sul mediano di interdizione si è capito che con ogni probabilità si lascerà perdere. Sono arrivate mezz'ali di inserimento, ma che in copertura faticano. E ormai anche sperare in miglioramenti nel lavoro quotidiano al Viola Park è diventato esercizio di fantasia.


Lascia un commento