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In cerca di (doppio) riscatto. Astori vs chi lo scartò, nel momento più duro da quando è viola

È senza dubbio il momento più difficile da quando è arrivato a Firenze per Davide Astori. Ma l'occasione di rialzare la testa è imminente, doppia e ghiotta. Domenica al Franchi, infatti, arriva la Roma. E non sarà solo una gara da ex per lui, ma la gara da ex.

Di fronte chi non credette in lui e lo rispedì a Cagliari da dove poi è arrivato alla Fiorentina.

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Motivazioni e mordente non mancheranno di certo al capitano viola, che ha anche l’assoluta voglia e necessità di riscattare la domenica nera di Crotone.

Giornata in cui tutto è andato storto, a livello di collettivo di cui lui è il leader eletto dallo spogliatoio, e non certo solamente a livello di rappresentanza, ma anche a livello personale con gli errori su entrambi i gol dei calabresi.

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Problema fisico? Problema mentale? Entrambe le cose, sicuramente, hanno inciso nella debacle dello Scida. D’altronde il non essere mai sostituibile non aiuta. Tuttavia non è la prima volta che accade in questo avvio di campionato.

Qualche campanello d’allarme era già scattato in gare precedenti. Le più lampanti con Udinese, ma anche le due traverse colpite dal Toro con evidenti buche difensive non risalgono certo ad anni fa. I compiti per lui non mancano.

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Ha infatti anche da far crescere i più giovani arrivati in difesa, come Pezzella, Vitor Hugo e Milekovic. E domenica con l’assenza di Laurini la possibilità di passare alla difesa a tre col brasiliano in linea assieme all’ex Betis lo graverà di ulteriori responsabilità.

Di fronte, inoltre, una squadra che davanti fa paura. E’ vero che fin qui non ha segnato tantissimo. Anzi, in campionato è andata avanti a suon di 1-0 la Roma di Di Francesco, ma quella vista contro il Chelsea non può far altro che aumentare il grado di attenzione da dover mettere in occasione della gara del Franchi di Domenica.

Gara in cui servirà l’impresa, ed una tenuta mentale massima da parte di tutto il gruppo viola, ma soprattutto di un reparto che sarà chiamato alla eroica battaglia di fermare Dzeko, El Shaarawy, Perotti, con alternative del calibro di Defrel e Schick e gli inserimenti di Nainggolan.

Il 13 gigliato, quello con la fascia da capitano, è dunque chiamato al riscatto.

Doppio, triplo, comunque esso sia. Con la Roma non può sbagliare. Lui come nessun altro.

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