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Il piano per concludere la A dal 31/05. Oggi parola alla commissione medica per la ripresa

Tornare in campo è, per la Serie A, più di un’idea: ormai è un progetto. La speranza è quella di poter tornare in campo già il 31 maggio con i recuperi. Dal 4 giugno, via alle 12 giornate che mancano

Tornare in campo è, per la Serie A, più di un’idea: ormai è un progetto scrive Tuttosport. Tanto è vero che i dirigenti di via Rosellini hanno cominciano a programmare date e orari del nuovo calendario per stabilire date e orari della ripartenza.

L’ad Luigi De Siervo e il responsabile delle competizioni Andrea Butti hanno ipotizzato un cammino che ricalca grosso modo le date dell’Europeo che avrebbe dovuto svolgersi dal 12 giugno al 12 luglio in tutta Europa. La speranza è quella di poter tornare in campo già il 31 maggio quando si giocheranno i recuperi.

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Dal 4 giugno, invece, via alle 12 giornate che ancora mancano per chiudere la stagione. Il programma è quello di giocare le partite in tre turni settimanali di due giorni ciascuno fino al 21 giugno. Durante questi primi sei turni le gare saranno spalmate su tre fasce orarie giornaliere.

Dal 24 giugno, poi, le fasce si ridurranno a due per evitare la partite delle 15, troppo a rischio per le temperature, ma si amplierà la spalmatura su tre giorni. Prima ci saranno da superare dei passaggi propedeutici, primo fra tutti quello relativo alle visite di idoneità e il rispetto del protocollo medico che verrà comunicato dalla Figc.

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Che oggi, infatti, riunirà la commissione medica incaricata di stilare il protocollo sanitario da rispettare sia per la ripresa degli allenamenti sia durante la preparazione e le gare. E’ molto probabile, infatti, che non vi sia un avvio degli allenamenti con i giocatori tutti insieme ma che si inizi a piccoli gruppi.

Solo dopo, ovviamente, aver effettuato tutte le visite di idoneità e le verifiche sull’esistenza di positività. La procedura dovrebbe essere poi quella di mantenere il massimo isolamento tra le squadre, gli staff, il gruppo di lavoro e il mondo esterno.

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Oltre al calendario, la Lega dovrà occuparsi anche della logistica perché non è escluso che, almeno in un primo tempo, si decida di far giocare in campo neutro quelle squadre (come i club lombardi) che si trovano al centro di zone particolarmente colpiti dalla diffusione del virus.

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