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Il piano della A per cancellare i ritiri obbligatori. Nuovo protocollo il 25 maggio?

Superato il 'vecchio' protocollo validato dal governo, i club sono al lavoro per eliminare la parte dei maxi ritiri. In settimana incontro con Conte

Vietato scambiarsi i telefonini, l’asciugacapelli si porta da casa, vietatissimo toccare gli oggetti condivisi (anche il pallone, a questo punto): sono alcune delle regole inserite nelle linee guida per la ripresa degli allenamenti.

Ma le uniche due risposte che chiedeva la Serie A non sono ancora arrivate (e chissà quando arriveranno): «Vogliamo sapere quando ricominciamo a giocare e non vogliamo il ritiro prolungato», queste le istanze dei presidenti, scrive La Repubblica.

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Ma i due calciatori risultati positivi nel Parma non hanno certo aiutato i piani del calcio italiano. La risposta del premier Giuseppe Conte è stata, ieri, una porta sbattuta sul viso: «Per avventurarsi a fare una data di inizio dei campionati serve qualche garanzia in più che in questo momento non c’è ancora».

Gelo.

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INCONTRO. La frenata è strategica: Spadafora e il ministro della Salute Speranza non volevano dare l’impressione che il calcio godesse di un trattamento privilegiato, aprendo prima di molti uffici e attività commerciali.

L’indicazione sulla ripresa potrebbe arrivare martedì o mercoledì, quando il premier incontrerà in videoconferenza i vertici di Figc e Lega di Serie A: l’obiettivo del calcio italiano è essere in campo il 13 giugno.

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NUOVO PROTOCOLLO.

Eppure domani i club non andranno in ritiro: oggi la Lega ha convocato il tavolo dei presidenti per aggiornare sullo sviluppo di un nuovo protocollo che possa permettere di allenarsi in gruppo, ma senza la reclusione di due settimane.

Il piano dei club è di superare la reclusione sottoponendo i giocatori a controlli serrati: 2 tamponi ogni 4 giorni - anche se resta aperta la questione dei reagenti, difficili da trovare in alcune regioni - e sono convinti di strappare a breve l’ok del governo.

L’aspettativa collettiva è di avere un nuovo protocollo definitivo (il Comitato scientifico non dovrà validarlo, si accontenterà di prenderne visione), senza ritiro obbligatorio, per il 25 maggio. In realtà, il Dpcm pubblicato ieri non sembra esattamente una mano tesa, anzi: «Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse» si legge.

Non esattamente le condizioni utili a un allenamento di calcio, che del contatto fisico vive.

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