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Il nipote di Nervi: "Dovrebbe essere un onore giocare al Franchi. Assurdo sia un problema"

L'ingegner Marco Nervi, nipote dello storico progettista, difende la scelta della Soprintendenza: "No allo 'spezzatino', è una meraviglia dell'architettura".

Lo stadio Artemio Franchi? «È necessario iniziare a considerarlo come un monumento, non tanto come un semplice impianto sportivo». L’ingegner Marco Nervi è il nipote dello storico progettista dello stadio di Firenze. E a Bruxelles, dove vive e lavora, ha fondato il Pier Luigi Nervi Project, con l’obiettivo di «contribuire a preservare i progetti e l’eredità culturale» del nonno.

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La sua associazione negli anni scorsi si era schierata contro un progetto di rinnovamento dello stadio Flaminio di Roma, un altro capolavoro dell’illustre ingegnere. E ora si schiera dalla parte della Soprintendenza e del suo no all’abbattimento delle curve del Franchi.

Così scrive il Corriere Fiorentino. NO ALLO 'SPEZZATINO'. «Dobbiamo renderci conto che siamo di fronte a uno delle opere più importanti del Novecento — spiega Marco NerviBasti dire che il “Berta” (chiama ancora il Franchi col nome che aveva all’inaugurazione, nel 1931, ndr ) è rappresentato persino nella filigrana dei nostri passaporti, è considerato uno delle più grandi espressioni del genio italiano.

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Oggi, c’è chi sostiene la necessità di abbatterne alcune parti (le curve, ndr ), ma di un monumento non si può fare uno spezzatino, non può essere considerato con un insieme di pezzi. È assurdo che per qualcuno sia un problema».

RIVALUTARLO. Rischio degrado senza Fiorentina? «C’è un errore di prospettiva in questo punto di vista, perché non tiene conto delle enormi opportunità che il Berta avrebbe dal riconoscimento di monumento: Firenze non ha un luogo di interesse che sia espressione della cultura del ‘900.

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Per questo tutelarlo e pubblicizzarlo, porterebbe tantissimi visitatori. Si dovrebbe riportarlo a com’era prima del 1990, farci attività sportive polivalenti e farne il cuore di un intero quartiere, anche per attività culturali».

GIOCARE AL FRANCHI. Per il nipote di Pier Luigi Nervi, la Fiorentina non dovrebbe lasciare il suo storico stadio: «Serve umiltà, una squadra di calcio dovrebbe sentirsi onorata di poter giocare in una tale meraviglia dell’architettura.

La Fiorentina lo deve capire e il sindaco dovrebbe mettere tutti attorno a un tavolo e farglielo capire».

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