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Il Milan di nuovo contro la Uefa: pronto il ricorso al Tas

Il club rossonero prepara il nuovo ricorso al Tas dopo la sentenza della Uefa, tra sanzioni e minacce di future esclusioni dalle coppe.

Il club aveva annunciato un nuovo ricorso al Tas se anche la nuova sentenza Uefa non avesse soddisfatto le aspettative: così è stato e il Milan andrà di nuovo a Losanna, scrive La Gazzetta dello Sport. Il 27 giugno scorso Nyon si espresse per la prima volta, escludendo la squadra dall’Europa.

Il ricorso alla cassazione sportiva fu contestuale e in meno di un mese – il 20 luglio – il club ottenne la riammissione nelle coppe. In mezzo era cambiata la proprietà: dal mistero cinese alle garanzie di Elliott, una svolta decisiva anche per ribaltare il verdetto.

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Rinviato il giudizio alla Camera giudicante, il Tribunale arbitrale dello Sport impose di riformulare una pena proporzionata alla violazione del Fair play. Il Milan aveva invece suggerito, indirettamente, una condanna «ragionevole» minacciando di impugnare il verdetto davanti all’unico organo sportivo superiore alla corte Uefa.

NUOVO RICORSO. Calcolato il rischio che Losanna possa non accogliere la richiesta di revisione come quello di trovarsi in mezzo a uno spiacevole conflitto tra giudici di tribunali diversi: quelli di Losanna hanno già smentito una volta quelli di Nyon, quelli di Nyon hanno anticipato Losanna nella riscrittura del secondo responso.

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Nell’ultima delibera è infatti già contenuta un’eventuale pena: l’Uefa ha così voluto ribadire la propria forza decisionale. E il Milan ha scelto di dar battaglia. SEVERITA’. Al Milan hanno valutato troppo severa la condanna: Nyon, che gode di una capacità discrezionale piena, non ha scelto di patteggiare (il Settlement) ma ha deciso autonomamente, riproducendo la sentenza dell’estate scorsa e rinviando un’eventuale esclusione di tre anni.

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Il solo fatto che si riparli del più duro dei provvedimenti è considerato eccessivo. Inoltre risanare il bilancio fino al limite consentito di un passivo di 30 milioni non è scontato per un club che parte da -126, che ne impegna almeno 70 nella gestione annuale e che ricomincia oggi un percorso virtuoso.

Il deficit lasciato in eredità dalla gestione di Mr Li potrebbe inoltre essere sanzionato con un’ulteriore ammenda. Una è già stata comminata: al club verranno trattenuti 12 milioni di profitti derivati dall’Europa League. La Uefa ha preteso tutto e subito, senza soddisfare la speranza della società di una multa dilazionata o legata al rispetto di paletti intermedi.

Se il solo spettro di una futura non-ammissione alle coppe era esagerato, figuriamoci con due aggravanti: oltre alla multa il Milan non potrà registrare più di 21 giocatori alle competizioni Uefa 2019-’20 e 2020-’21.

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