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Il futuro della Fiorentina è ancora sbiadito, ma il "seme" che ci ha lasciato Davide può essere la guida

Divisioni, polemiche, rivalità. Ancora oggi, a più di una settimana dalla disgrazia che ha sconvolto una città, un paese intero e tutte le componenti che ruotano intorno ad un intero movimento sportivo, sembrano concetti così lontani.

Così offuscati da un sentimento di unità che mai si era verificato nella storia recente della Fiorentina.

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A piccoli passi, però, si cerca di tornare alla normalità. Si cerca affannosamente di guardare avanti. Ma quanto avanti riusciamo a volgere lo sguardo?

Quanto più avanti della prossima partita riusciamo a focalizzarci? Operando il massimo sforzo, si può parlare di come il gruppo ha reagito al suo rientro dopo la scomparsa di Davide Astori, ed ipotizzare come potrà reagire per il proseguo del campionato.

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Ci sono giocatori (ci si riferisce a Saponara) che hanno veicolato il profondo dolore che li accompagna per dare tutto sul campo, offrendo la loro miglior prestazione stagionale in maglia viola, seppur sia scaturita in una partita unica nel suo genere ed irripetibile.

Ci sono ragazzi che, di contro, probabilmente non riusciranno più ad esprimere i propri migliori valori sul rettangolo verde, perlomeno nel breve periodo. Sopraffatti da una disgrazia che di sensato non ha proprio niente.

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Ma quando pensiamo al lungo periodo, al futuro più lontano che aspetta la Fiorentina, il quadro che ne viene fuori è molto sbiadito.

Quali saranno le sorti di questa rosa, a cominciare da chi ha ereditato la sua pesante fascia? Il rapporto tra Della Valle e tifosi, che sembrava sull'orlo di un precipizio, verrà davvero recuperato? L'accesa rivalità che contraddistingue i tifosi della Fiorentina nei riguardi della Juventus tornerà aspra come è sempre stata dal 1982?

Sono domande lecite, perché si sa: il tempo, purtroppo e allo stesso tempo per fortuna, affievolisce quei sentimenti che hanno unito una città che ama dividersi su tutto come Firenze.

Il tempo tende a rimettere i pezzi del puzzle come stavano prima che quella maledetta domenica li rovesciasse. Tuttavia, almeno per chi scrive, il domani intorno alla Fiorentina è indecifrabile. La "bolla" che si è creata attorno all'ambiente viola fatica a scoppiare, il logos fatica a prendere il sopravvento sul pathos.

Ma attenzione: questo non vuol essere un commento pessimista, tutt'altro.

Qualcosa è cambiato a Firenze. C'è un'aura di fiducia che permea tutto l'ambiente. C'è un "seme", come lo ha chiamato Pioli in conferenza stampa, che Davide ha lasciato in eredità a tutte le parti che compongono la Fiorentina: proprietà, società, squadra, tifosi, stampa.

Sta a noi coltivarlo e non vederlo appassire. Sta a noi affrontare il doloroso ritorno alla normalità con il ricordo e gli insegnamenti del nostro Capitano ben saldi nella mente.

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