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Il forfait di Nikola, i dubbi sul mercato ma i 50 milioni restano in Cina

NO, NESSUN tipo di dietrologia. Il ko di Kalinic è vero, la Fiorentina (che puntava tutto sul suo recupero) è partita per Roma con un handicap di non poco conto, mentre Della Valle e Corvino non si aspettano blitz di mercato.

Di alcun tipo, nemmeno multi-milionario, magari profumato di clausola rescissoria.

IL FATTO che Kalinic dopo aver saltato la trasferta di Pescara, anche stasera vedrà la partita in tv, ha comunque fatto scattare la macchina dei sospetti.

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Del ’chissà cosa c’è dietro’ o del ’stai a vedere che i cinesi...’. I cinesi, invece, questa volta sono rimasti al loro posto e nonostante lo sbarco in zona (da stasera squadra in ritiro a Pisa e dintorni) pare proprio che Cannavaro e il suo Tianjin abbiano deciso di non andare a scontrarsi più con la volontà di quel giocatore, appunto Kalinic, che in Cina proprio non ci vuole andare.

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DOPO qualche giorno di (nuove) fibrillazioni, dunque, le acque attorno al croato e quindi attorno alla Fiorentina sembrano essersi calmate e quindi e quindi anche la possibilità di un colpo a sorpresa in arrivo dalla Cina sembra perdere consistenza.

Resta comunque la possibilità di inquadrare la questione nei termini dettati dalle date del mercato cinese che chiude il prossimo 28 febbario.

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DA LÀ, dall’estremo oriente, quindi, o magari già nelle prossime ore da quell’albergo di Pisa dove alloggeranno Cannavaro e i suoi, potrebbe partire il razzo (incontrollabile) dei 50 milioni che costringerebbero la Fiorentina a prendere improvvisamente in considerazione uno scenario al quale nessuno, da qualche ora, non vuole più credere.

Meno che mai il diretto interessato, Nikola Kalinic.

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