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Il carisma di Pezzella e Benassi, per la crescita del gruppo viola

I senatori dettano la linea a tutta la Fiorentina: "Dobbiamo migliorare per conquistare l’Europa sul campo"

Come riporta il Qs-La Nazione, sono i senatori, quelli che hanno già una stagione alle spalle con la maglia viola indosso, a guidare la squadra in questo inizio di stagione. Da una parte c’è il capitano German Pezzella, uno che ha detto subito che sarebbe rimasto a Firenze per riprendersi quello che è sfuggito agli sgoccioli: l’Europa.

Dall’altra Marco Benassi, il centrocampista poliedrico che dopo un avvio faticoso, un anno fa, ha saputo eguagliare il record di marcature messo insieme al Torino, nella stagione con la fascia al braccio: entrambi adesso sono pronti ad alzare l’asticella.

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Lo hanno scritto su Instagram e ora aspettano solo di guidare l’assalto al campionato alle porte con la schiera di ragazzini terribili al seguito, da Chiesa a Simeone, senza dimenticare il giovanissimo Lafont. «Ci sono cose buone e cose da migliorare - ha scritto il capitano -.

Continuano a prepararci e a lavorare per iniziare al massimo. Forza Viola». SUBITO CONCENTRATI. Dal dischetto, a Duisburg contro il Fulham ci si è presentato pure lui, dimostrando freddezza e potenza fisica: vuole vendicare il doppio ko subìto un anno fa contro la Sampdoria, prima al Franchi e poi al Ferraris, nella gara del black out collettivo dei viola, alla ripresa dopo la sosta, lo scorso gennaio, e stavolta intende riprendersi tutto con gli interessi.

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Per sé stesso, ma soprattutto per Firenze e la sua gente. Pure Benassi guarda al futuro prossimo con ottimismo: «Buon test - ha scritto commentando le due partite contro Duisburg e Fulham -. Tanto lavoro da fare ma sensazioni positive.

Avanti così». Il tutto scandito al ritmo degli hashtag #ForzaViola #NoiSiamoFirenze. C’è anche lui tra i leader del gruppo, il centrocampista che fin dal ritiro di Moena ha subito speso parole importantissime nei riguardi del gruppo: «Questo è il migliore spogliatoio da quando gioco a calcio» - e ora sogna di essere (anche) lui a guidare la squadra verso una rinascita dal sapore europeo.

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Il contraccolpo psicologico dopo l’esclusione dall'Europa League figlia del Tas c’è stato. Ma la sfida è centrare la qualificazione sul campo, una vittoria dietro l’altra. Intanto in questa settimana da vivere in apnea tra Olanda e Germania, prima di prepararsi a quella sarà la prova generale prima del campionato, ovvero la gara contro lo Schalke 04, qualificata già alla fase a gironi di Champions League.

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