Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Il calcio riparte: protocollo inviato a Speranza e Spadafora, mercoledì maxi vertice

Si deciderà sul via libera per la ripresa degli allenamenti il 4 maggio. Un confronto tra governo, presidenti dei campionati, arbitri, medici e allenatori

Mercoledì è il giorno decisivo per la ripresa del calcio. Ieri, la mail con il protocollo per la ripartenza degli allenamenti è arrivata al ministro della salute, Roberto Speranza, e a quello dello sport, Vincenzo Spadafora. Che ha convocato un super vertice per mercoledì.

Ci sarà, in videoconferenza, tutto il mondo del calcio: con il presidente federale Gabriele Gravina interverranno i presidenti di Lega A, Lega B, Lega Pro, Lnd, e quelli delle associazioni di calciatori, allenatori, e arbitri, una delegazione della commissione medica Figc guidata dal professor Paolo Zeppilli.

sponsored

E ci saranno anche gli scienziati, super esperti del coronavirus, che hanno partecipato alla stesura del documento, scrive La Gazzetta dello Sport. DATE. Ci saranno due aspetti prima di tutti gli altri da affrontare. Il primo: l’itinerario della ripresa.

Il secondo: le date. Il protocollo, infatti, non parla di 4 maggio. Dice il primo giorno si fa questo, il secondo quest’altro, dopo sette giorni quest’altro ancora. È chiaro che in quella sede si dovrà trarre un’indicazione definitiva.

sponsored

Anche perché a quel punto l’orientamento del governo sul complesso delle ripartenze nei vari settori sarà presumibilmente definito. Il calcio ci arriverà poco tempo dopo il direttivo dell’Assocalciatori (lunedì) e l’assemblea della Lega A (martedì) con la ripresa degli allenamenti nell’ordine del giorno (ma fra i club si parlerà soprattutto di diritti tv).

PARTITE. Il protocollo fa riferimento alla fase 2, ma non alla fase 3. Cioè allenamenti sì, partite non ancora. Ma è chiaro che nell’incontro si guarderà almeno con una prima discussione a una possibile tabella di marcia verso la ripresa dell’attività.

sponsored

Il nuovo Dpcm dichiarerà ancora il divieto di eventi, anche a porte chiuse, ma la ripresa degli allenamenti è chiaramente funzionale all’ipotesi di ricominciare, magari il 27-28 maggio con le semifinali di coppa Italia. PROTOCOLLO.

Il protocollo è stato inviato persino in anticipo rispetto ai tempi previsti. Si era pensato che potesse essere spedito la prossima settimana. Il cuore del protocollo resta il «raduno permanente» in un «luogo chiuso» (con un corridoio protetto a parte per fornitori e personale extra).

Un modello che coinvolgerà non solo calciatori e tecnici, ma tutto il «gruppo squadra». L’obiettivo è quello di costruire un gruppo «negativizzato» per limitare ogni rischio di contagio. TAMPONI. Lo screening iniziale, con i relativi esami, potrebbe anche cominciare prima del 4 maggio, le sanificazioni sono invece già consentite.

I club dovrebbero effettuare all’inizio due esami del tampone, a distanza di un giorno, per tutti i membri del «gruppo squadra». Ed è chiaro che qui, sulla disponibilità dei test, bisognerà avere un via libera del sistema sanitario perché altrimenti ci sarebbe il rischio di un trattamento diverso dei calciatori rispetto agli altri cittadini.

CENTRO-SUD. L’ultimo dubbio riguarda la «geografia» del campionato in ripartenza. L’ipotesi di una ripresa concentrata nel centro sud, ventilata venerdì da Walter Ricciardi (consigliere del ministro Speranza per il coronavirus e uno degli scienziati che ha lavorato con la commissione medica della Figc), è un altro dei punti interrogativi sullo scenario del riavvio della macchina della serie A.

Che avverrà in ogni caso a porte chiuse.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento

ULTIME NOTIZIE