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Il blog di Ludwigzaller - Parlare di sport

Nonostante il periodo non facile, anche Ludwigzaller nel suo blog prova a tornare a parlare di sport. E più in particolare di calcio. Quale sarà il futuro del campionato e della Fiorentina?

Il 7 novembre del 1942 in Italia c’era la guerra. Quattro giorni prima c’era stata la seconda battaglia di El Alamein, Italia e Germania avevano perduto lo scontro decisivo per il controllo dell’Africa. Bombe cadevano su Milano.

E tuttavia quel giorno, al Vigorelli, Fausto Coppi cerca di battere il record dell’ora e ci riesce. È un record sofferto, che viene di fatto ignorato. Coppi, nonostante le sue aspettative, viene spedito in Africa. Coppi avrà la fortuna di tornare a casa a guerra finita e di poter riprendere la propria carriera, più tragico il destino di altri come l’allenatore ungherese Arpad Weisz, una sorta di Guardiola dell’epoca, vincitore dello scudetto con l’Inter nel 1929, che finì i suoi giorni in un campo di concentramento.

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Lo sport e gli eventi tragici della storia non vanno d’accordo.

Il contagio e il confinamento che ne è seguito hanno reso molto difficile parlare di certi argomenti. E di sicuro tra questi c’è il calcio. A calcio intanto non si può giocare, in primo luogo perché il calcio è uno sport di contatto e i contatti nell’epoca del virus sono proibiti.

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È stato osservato che persino giocare a tennis è sconsigliato, eppure tra i due tennisti c’è una rete. In secondo luogo è impossibile giocare di fronte ad un vero pubblico, perché chi assiste a una partita crea inevitabilmente un assembramento.

C’è un altro elemento impalpabile che ci impedisce di godere come prima dello sport. Lo sport celebra la giovinezza, è luce contrapposta all’ombra, vita contrapposta alla morte. In una società in cui anche un bacio o un abbraccio scambiati tra due innamorati sono proibiti, l’ombra sembra prevalere sulla luce e la sofferenza sulla felicità.

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La felicità ci è stata proibita e per il momento l’apertura della fase due sembra aver cambiato relativamente le cose. Un concetto simile è stato espresso dai poeti durante le guerre, in certe liriche di Montale dedicate a quella che lui definisce “la bufera” e da Quasimodo quando si chiede se in guerra sia ancora possibile “cantare”.

Immaginiamo tuttavia che in breve tempo tutto questo finisca. Giugno sembra troppo vicino, più semplice appare una ripresa a settembre.

Dunque una classifica cristallizzata e mi auguro che nessun titolo sia assegnato, per evitare polemiche che durerebbero eternamente e coinvolgerebbero ancora una volta la Juventus.

Le ultime notizie suggeriscono che la Fiorentina si affiderà di nuovo a Iachini, il che significa affrontare un altro anno di transizione, con una squadra assai simile a quella attuale. E non sembra escluso che possa rimanere Chiesa, non tanto per un suo desiderio di spendere tutta la carriera alla Fiorentina, ma perché anche i grandi club non se la sentono di affrontare certi investimenti, dopo le perdite di questa stagione, i tanti giocatori positivi, le possibili richieste di risarcimento delle pay-tv.

Tra gli altri punti fermi si annovera Castrovilli il cui rapporto con la Fiorentina sembra consolidato. Ed è probabile che l’aspettativa di aver un tecnico come Emery e giocatori di alta qualità che affianchino Castrovilli a centrocampo dovrà essere messa da parte.

Sarà quindi un calcio in veste dimessa, un po’ come nei primi anni del dopoguerra. Speriamo ugualmente coinvolgente, come il calcio sa essere anche quando vive di una certa improvvisazione.

di Ludwigzaller
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