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Il blog di Ludwigzaller: Hegel

In chiunque ricostruisca il passato la tentazione di considerare gli eventi come la conseguenza inevitabile di quello che era nelle cose fin dall’inizio è molto forte. Chi  ha vinto doveva vincere, gli sconfitti dovevano essere sconfitti, perché si trovavano dalla parte sbagliata, quella che la Storia aveva già condannato.

Il razionale è il reale, diceva Hegel per illustrare il concetto. Il principio si può applicare ai grandi eventi, ma nel frattempo assistiamo alla sua domenicale utilizzazione sui campi di calcio. Un 4-0 con la Roma non poteva che scatenare la rabbia e spingere chi ha analizzato a posteriori la gara ad una critica radicale.

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Vediamo.

Non era stata preparata in modo ingenuo, la partita, da Paulo Sousa. A centrocampo il compito di arginare gli attacchi della Roma e di ripartire era affidato a Badelj e Vecino, più avanti Borja si decentrava spesso a sinistra e si sovrapponeva ad Olivera.

Interessante la posizione centrale, sulla linea di centrocampo,  di Bernardeschi, che aveva licenza di avanzare. Le frecce nell’arco di Sousa erano Babacar che stazionava in area e Chiesa ala destra. A difendere erano Gonzalo, rientrato dall’infortunio, con Astori e Sanchez.

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Oliveira nel solito ruolo di pendolo.

Per una gran parte del primo tempo queste soluzioni hanno funzionato. Le discese di Borja, le sue sovrapposizioni con Olivera, i tiri e gli assist facevano male, Bernardeschi e Chiesa attaccavano con l’arma del pressing alto.

Al culmine di questa fase iniziale Gonzalo ha servito Chiesa con un lancio lungo, Chiesa si è trovato in vantaggio su tutta la difesa della Roma. Il pallonetto che ne è seguito ha scavalcato il portiere in uscita. Il reale poteva prendere a questo punto una strada diversa e trascinare con sé il razionale, bastava che la palla scivolasse in rete, ma un difensore ha salvato sulla linea.

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I ritmi della Roma sono cresciuti. Il lato debole era la catena di destra, dove Sanchez trovava difficoltà contro El Shaarawy. Si è visto Chiesa in difesa, a fare il terzino, ma né lui né Sanchez erano all’altezza della situazione.

Solo al 39’ comunque la Roma è passata, grazie ad una intuizione non banale di De Rossi che ha pescato Dzeko in area. Alla fine del primo tempo la partita era  ancora aperta. Si è chiusa all’inizio del secondo perché, su di un calcio piazzato, la Roma ha raddoppiato.

Sousa ha provato a ridisegnare la squadra come aveva fatto in altre occasioni, aumentando la propensione offensiva, con Olivera per Ilicic e Bernardeschi per Tello. Ma la Fiorentina anziché reagire ha ceduto di schianto e la Roma ha segnato altri due goal in contropiede.

Rivedendo con calma il film a rovescio non si può parlare di un totale disastro, benché continuino ad apparire certe debolezze intrinseche del calcio di Sousa, meno efficace di quello del suo predecessore sia in fase di possesso che di non possesso.  Il modulo di Sousa è molto aggiornato e moderno, rispetto allo stesso 4-3-3 di Montella, però non sembra altrettanto produttivo.

Possibile che la qualità della rosa influisca, benché presi singolarmente i tre centrocampisti abbiano una valutazione di mercato più che rispettabile, mentre quella degli attaccanti è stratosferica. E quanto alla difesa io credo che debba essere protetta adeguatamente per poter far bene.

Non ho mai amato molto Hegel.

di Ludwigzaller

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