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Idee e parole spettacolari. Per la riprova dei fatti servirà ancora tempo. Intanto si ri-parte da qui

Ciò che rimane di questo storico 10 marzo 2017 che Firenze si butta alle spalle ancora non sappiamo cosa sarà. Sulla carta ci sono idee, un progetto, un costo, ed in teoria anche una tempistica: 4 anni poco più poco meno. Dove la forbice aumenta o diminuisce a seconda degli intoppi che potrebbero o meno incorrere.

Il nodo ricorsi dei grossisti della Mercafir sarà fondamentale. Poi a cascata tutto il resto come le vicende Unipol, Castello, aeroporto, tramvia, etc. Potrebbe restare solo un altro giorno 0 ricordato dai posteri come tale e mai seguito da un giorno uno.

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Come quello della presentazione del progetto della Cittadella viola di Diego Della Valle del 2008. Oppure il giorno in cui Firenze svoltò come nelle idee avevano i Della Valle dagli inizi degli anni duemila quando il maggiore dei fratelli Tod’s capì che nel calcio ci voleva qualcosa di diverso per stare al passo con i più potenti.

Ed il tifo si spacca di nuovo tra ottimisti, scettici e disillusi.

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Il progetto presentato dalla Fiorentina è semplicemente spettacolare. Oltre che utile, funzionale e riqualificante dell’area di Novoli. E ovviamente molto oneroso. 420 milioni di euro che ancora non si sa bene chi metterà sul piatto.

Che la Fiorentina cerchi, abbia cercato, e stia cercando partner per mettere in pratica questa straordinaria idea lo sappiamo da tempo. Sul buon esito della ricerca ancora non vi sono certezze. Anche perché pensare ad un investimento così oneroso da parte della famiglia Della Valle, nel caso in cui non si trovino partners importanti, risulta difficile da credere quando ormai da diverse sessioni di mercato si viaggia sull’autofinanziamento.

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Ed è proprio su questo aspetto che i più scettici e disillusi tendono a battere il chiodo.

Un rinascimento viola”, ha definito questo progetto Andrea Della Valle. La speranza è che non resti solo una filosofia, ma che diventi realtà.

E non come i ‘Salah mai in Italia’, ‘il regalo per Firenze’ al secolo il riscatto di Cuadrado ceduto poche settimane dopo, ‘scudetto nel 2011’, ed altri proclami proferiti da proprietari e dirigenti viola. Ma che questa volta sia davvero quella buona affinché alle parole corrispondano i fatti.

Di tempo per avere la riprova ne servirà ancora molto. Non troppo tuttavia. Nel frattempo questo progetto non può che essere visto come un punto di partenza. O meglio di ripartenza. Come l’estate che attende la Fiorentina e Pantaleo Corvino.

Le aspettative sono molto alte. I fatti, poi, diranno se realistiche o meno.

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