Iachini, tra conferma e voglia di ricominciare. Aspetta di incontrare Ribery sul campo
Commisso pensa di confermare l'allenatore sulla panchina viola, Beppe vuole dimostrare il suo valore per una Fiorentina ambiziosa. E con un Franck in più...
Beppe Iachini si avvicina alla conferma sulla panchina viola. Commisso non ha ancora sciolto il dubbio, chiaro che molto dipenderà da se e come si ripartirà. Ma le sue parole ("Quando sono in dubbio la mia priorità è andare verso chi conosco.
Io Iachini lo conosco. Se il campionato non dovesse finire penso che opterei per tenere Iachini”) vanno nella direzione della continuità. Iachini ha un contratto fino al 2021, ha risollevato una squadra che pareva 'scollata', le ha dato un'identità, la voglia di combattere insieme.
Con lavoro, tanto lavoro. Certo, il gioco non è proprio arrivato, se qualcuno si aspettava una squadra 'scoppiettante' è rimasto deluso. Sarà la sua prossima sfida. Ma in fondo non era neanche semplice chiederlo ad un allenatore che ereditava una situazione pesante, con un pregresso fatto di mesi di negatività di risultati.
Undici partite, 4 vittorie, altrettanti pareggi e 3 sconfitte. Media di 1,45 punti a partita. Niente di esaltante, ma neanche così male visto da dove arrivava la Fiorentina. FIDUCIA. Insomma, il ragionamento di Commisso, ad oggi, è semplice: dare fiducia a chi si conosce, tiene in mano la squadra, ha un ottimo feeling con i tifosi e in fin dei conti non ha demeritato.
Certo, sullo sfondo c'è sempre la volontà di affidare la prossima, ambiziosa Fiorentina ad un allenatore di stampo europeo. Uno Spalletti, qualcuno sussurra da mesi Emery. Iachini non ha un curriculum internazionale, sarebbe un bel banco di prova per lui.
Ma non vede l'ora di dimostrare sul campo cosa può fare. Con una squadra finalmente all'altezza, si spera completa e più competitiva. "Un leone in gabbia", lo ha definito Caceres nei giorni scorsi. E anche da venerdì, quando i giocatori potranno tornare individualmente ad allenarsi al centro sportivo, Iachini non potrà stare vicino ai suoi ragazzi.
Li sta sentendo tutti a distanza, da due mesi a questa parte. Ha preparato, con lo staff, un programma di lavoro specifico. Ma, secondo protocollo, non potrà essere in campo a spronare i suoi ragazzi. Come aveva subito fatto fin dal suo arrivo alla Fiorentina, quando tra doppie sedute di lavoro, fitti colloqui e determinazione aveva ripreso in mano lo spogliatoio e ridato un'adeguata condizione fisica a molti giocatori.
IL RITORNO DI RIBERY. La fiducia di Commisso, e della squadra, c'è. E Iachini non vede l'ora di dimostrare di meritarsi la conferma sul campo. Dove, tra l'altro, aspetta ancora di conoscere 'calcisticamente' Ribery, che essendo infortunato non ha mai lavorato con il nuovo allenatore.
Il campione francese, seguito da vicino da un fisioterapista in queste settimane in Germania, tornerà a Firenze entro il weekend. Farà, oltre agli esami previsti per tutti, anche dei test alla caviglia operata, poi, dopo il periodo di quarantena per chi torna dall'estero (che però potrebbe anche non fare, se i tamponi risultassero negativi), potrà tornare sul campo. Dal 18 maggio, se tutto dovesse andare come da programma (ribadito anche da Spadafora), potrebbero riniziare gli allenamenti di gruppo.
E allora sì, che Iachini potrebbe ritrovare i suoi ragazzi. Così come Ribery, terribilmente mancato alla squadra da fine novembre. È sempre passato dal centro sportivo durante la riabilitazione per caricare i compagni, sì, ma la sua presenza sul campo è fondamentale per tutti.
Da Chiesa a Castrovilli, i giovani viola hanno beneficiato della sua esperienza e del suo carisma fin dal suo arrivo. E non sarà un caso se il tracollo in classifica viola è iniziato proprio con l'infortunio di Franck. TATTICHE.
Un ritorno che, qualora dovesse ricominciare il campionato, sarebbe una bella spinta per Iachini. Che potrebbe testare anche altre alternative ad un 3-5-2 confermato da Montella per dare sicurezze e solidità alla squadra. Con un Ribery in più, ma anche con Kouame, potrebbe variare ad un tridente offensivo, oppure piazzare il francese con libertà di movimento dietro a due punte.
Prove tattiche che Beppe non vede l'ora di testare sul campo. Anche se ci vorrà ancora un po' di pazienza.



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