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Iachini, meno 'carota' e più 'bastone': "Una Viola a mia immagine"

Il nuovo allenatore della Fiorentina si è presentato ieri: un ritorno dopo gli anni da calciatore, ora deve risollevare la squadra. Forse è eccessivo dire che alla Fiorentina è giunta l’era “del bastone”, ma state sicuri che con Iachini la sola ipotesi di “carota” è inverosimile.

Beppe è arrivato sulla panchina viola trasportato dal suo amore, ma anche dalla convinzione della proprietà viola che nessuno più di lui potesse “spremere” i giocatori, metterli con la faccia al muro. Costringerli a vedere l’onta dei due soli punti in sette partite consecutive di campionato.

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Beppe sa benissimo cosa gli viene chiesto: poche carezze e qualche mazzata. E Iachini si è già inserito nel ruolo. Ringrazia Chiesa che ha rinunciato alle vacanze (che per Beppe sono state anche… troppe) per prepararsi e rientrare presto.

Dice a Lirola che deve... diventare più «ignorante». Così scrive il Corriere dello Sport - Stadio.

PARLA IL… GLADIATORE.  «Sono molto felice di essere tornato. Firenze è una seconda casa, tanti ricordi, tanto amici, affetto per la gente, legame da anni.

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Se sono qui è anche per ripagare questo affetto e questa stima. Affronto questa avventura con entusiasmo e tanta voglia di lavorare. Ai giocatori voglio trasmettere la mia passione e serve che sappiano sempre cosa fare in campo, lottando con spirito giusto sempre, mostrando attaccamento per la maglia.

Rimbocchiamoci le maniche per ribaltare la situazione che si è fatta complicata dopo due punti in sette gare, ma conto sul sostegno dei tifosi come è nella loro storia. Spero di riuscire in qualche settimana a capire il male della squadra, ma non ho la bacchetta magica.

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Vacanze? Avrei iniziato subito a lavorare, non mi piacciono tanto le vacanze (ride, ndr). Modulo? Non sono un allenatore integralista, ho giocato con più soluzioni, questa è una rosa che ha qualità, con giovani ed esperti, sono sicuro che torneremo ad essere competitivi».

 

A MIA IMMAGINE. «Metterò mattoni su mattoni per fare la Fiorentina a mia immagine, figlia mia. Non sono solo un allenatore grintoso, ma punto anche a fare giocare bene le mie squadre».

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