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Iachini, 9 volte su 24 senza subire gol. E quella richiesta di non toccare la difesa insidiata dagli ultimi giorni di mercato

Con Iachini, 9 volte su 24 la Fiorentina non ha subito gol. E quella richiesta di non toccare la difesa che potrebbe cadere nel nulla per il mercato

Contro il Torino Beppe Iachini è ripartito come aveva terminato la scorsa stagione. Tre punti e porta inviolata. Uno dei mantra della sua gestione è stato sempre il ‘siamo la miglior difesa dopo il lockdown’, elemento più e più volte sottolineato anche dal patron viola Commisso che, non a caso, lo ha riconfermato alla guida della Fiorentina.

Da banda del buco con Montella a bunker con Iachini. Quella che prendeva di media due gol a partita è passata ad essere tra le migliori retroguardie del campionato. Anche e soprattutto grazie alla mano del tecnico. CLEAN SHEET.

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Contro il Torino Iachini ha messo a referto la nona gara su ventiquattro senza gol al passivo. La sua Fiorentina, tra campionato e Coppa Italia, in 24 partite ha subìto solamente 23 reti, meno di 1 a partita. Merito dei singoli, cresciuti sotto la sua gestione, ma anche dell’organizzazione difensiva complessiva della Fiorentina.

Dal tridente Pulgar-Badelj-Castrovilli di Montella si è passati all’inserimento di solo uno dei due tra il cileno e il croato assieme al neo arrivato Duncan con Iachini. Di questo cambiamento tattico ne ha beneficiato il trittico Caceres-Pezzella-Milenkovic, divenuto sempre più affidabile. Terracciano, in alcune gare, ha fatto il resto.

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NON TOCCATEMI LA DIFESA. Una delle richieste fatte da Iachini a Pradè-Barone-Commisso è stata proprio la permanenza di tutto il pacchetto difensivo. L’idea era ed è chiara: inserire giocatori con qualità e di palleggio in mezzo al campo (da qui il corteggiamento a Torreira) come Borja Valero e Bonaventura, sfruttare l’estro di Ribery e la velocità di Kouame davanti, e contare sulla spinta sulle corsie di Chiesa  e Biraghi rimanendo però in equilibrio con la sostanza di Amrabat in mezzo al campo e la solidità del tridente Pezzella-Milenkovic-Caceres.

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Con le tante variabili del caso offerte dalla presenza in rosa di punte diverse da Kouame come Vlahovic e Cutrone, o dallo spostamento in avanti di Chiesa con Lirola sulla fascia per avere maggiore copertura. RISCHI. Per settimane l’idea di accontentare Iachini è stata rispettata.

Per Milenkovic è stato fatto muro a numerose richieste. Ma le milanesi spingono. E continuano a farlo. Su Pezzella, invece, spingono in diversi. Entrambisono in scadenza tra due anni. E senza rinnovi la forza contrattuale della Fiorentina precipiterebbe.

Ecco perché eventuali assalti degli ultimi giorni di mercato potrebbero portare a decisioni differenti. La voglia della Fiorentina di tenere entrambi e sostituire al massimo Ceccherini con un altro innesto è pressoché immutata.

Ma non è più da considerare una certezza. IACHINI SPERA. Dal canto suo, Iachini, continua a sperare di poter contare ancora sul suo trittico difensivo ancora a lungo. Prima, però, servirà trovare gli accordi per il rinnovo per Pezzella e Milenkovic stessi.

E non sarà facile. Dire di no a nuove eventuali offerte richiederebbe di incassare altrove. Chiesa su tutti. A meno che non si accetti la perdita economica di tenere due calciatori (tre con Chiesa) che andrebbero ad un anno dalla scadenza prediligendo l’aspetto sportivo sperando di entrare nelle coppe.

Intanto ecco il crash test Inter per la difesa viola, con Pezzella ancora non certo di poter tornare in plancia di comando dopo il colpo rimediato in amichevole con la Reggiana. Ma con la voglia di uscire da San Siro ancora con la porta inviolata, specialità della casa per Iachini, con qualche dubbio in più, invece, in prospettiva futura.

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