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I viola si perdono tra i misteri del Var. E i cambi di Montella...

L'allenatore viola costretto a due cambi forzati (anche verso il Sassuolo), ma Boateng fa poco e Sottil non fa abbassare gli esterni biancocelesti.

I misteri del VAR restano vaghi, Mazzoleni e Guida cinguettano a lungo nelle cuffie, ciao come va, spero tutto bene a casa, ma non riescono a mettersi d’accordo in modo chiaro sul fallo di Lukaku su Sottil (da lì poi nascerà il raddoppio della Lazio).

Non solo: l’arbitro evita di rivedere l’azione - perché? - e con questo lascia ancora una volta un velo opaco sul regime di trasparenza introdotto dalla tecnologia, scrive La Nazione. Protesta anche la Lazio per l’intervento di Caceres su Lazzari - dubbio assai - e allora ci si chiede come mai i falli si vedano nei replay in tv e non nella sala della VAR.

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SCELTE. Se la tecnologia non decolla, resta a metà anche il tentativo di evoluzione proposto da Montella, che lancia Sottil per spostare l’equilibrio e poi Boateng al posto di Ribery per aggiungere più presenza nelle sponde o sulle palle alte.

I risultati sono due: Ribery torna in panchina con la faccia cupa e il minimo contributo di Boateng (che si trova accanto anche Chiesa sfinito per le accelerazioni) lancia per aria un tema popolare e reso attuale anche dalla settima conferma consecutiva di una squadra senza un centravanti di ruolo: si può sempre rinunciare a un vero numero 9, o se non abbastanza vero almeno di ruolo?

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Da ora in poi sarà affrontato con più decisione il tema centravanti. ESTERNO. Sottil è un pallino di Montella, la mezz’ora concessa per forzare l’equilibrio della partita è stata una chance che il giovane ha cercato di sfruttare all’inizio sorvegliando gli affondi di Lukaku, entrato insieme a lui: prove di affidibilità in copertura e pochi strappi in attacco. Più l’episodio del fallo di Lukaku: un contrasto da affrontare comunque con più determinazione.

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