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I numeri del Var: Rizzoli 'ammette' 8 errori decisivi. Pioli e il fuorigioco di Simeone con la Juve...

Il VAR c’è e si vede. Le cifre, esposte nel summit di ieri da Rizzoli alla platea riunita nel Salone d’Onore del Coni, continuano la tendenza evidenziata nel check che era stato fatto a Milano con gli allenatori. Meno falli (siamo a -8,8%), meno espulsioni (-6,4%), meno ammonizioni (soprattutto per proteste, -14,7) e simulazioni (-43%).

Diminuiscono, soprattutto, gli errori, grazie al VAR, mentre crescono i rigori (+4,3%). Il designatore ha ammesso che sono stati 17 gli errori e che 8 hanno condizionato il risultato. Così scrive il Corriere dello Sport.

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La discussione in aula è stata molto pacata.

Nessun appunto da Inzaghi (la Lazio e il VAR non sono mai andati d’accordo), Pioli ha chiesto del famoso fuorigioco di Simeone, che ha “evitato” un rigore a favore nel match fra la Fiorentina e la Juventus. Maran invece ha aperto il capitolo dei falli di mano: il rigore concesso per il tocco di Tomovic sul tiro di Çalhanoglu (prima il pallone gli ha sbattuto sulla gamba) ancora non lo convince.

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Rizzoli ha aperto un nuovo capitolo: il tocco «su altra parte del corpo» non sana più il fallo di mano se il movimento non è congruo. Questo dicono le indicazioni Fifa. Non il massimo, visto che una cosa che aveva una sua “certezza” ripiomba nella sfera della discrezionalità.

Sondaggio anche fra i presenti su quando si può considerare conclusa una «fase d’attacco», così da poter stabilire anche i tempi della revisione da parte del VAR. Per capirci: il fallo su Strootman in Samp-Roma per la Fifa non doveva essere rivisto alla luce del rigore, arrivato molto dopo, per mano di Kolarov.

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