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I messaggi (chiari) di Pradè: nessun caso Chiesa ed un Borja in più nel motore

C’è Daniele Pradè a riaccendere il microfono della sala stampa della Fiorentina per la prima volta dopo i mesi del Covid e del lockdown

Dunque, volendo andare dritti al concetto su cui Pradè ha voluto accendere i riflettori, la Fiorentina di queste ore sarà quella che inizierà il campionato il 19 settembre e – molto probabilmente – quella che rivedremo anche dopo il 5 ottobre, ad affari ormai conclusi che si possono mettere a fuoco dopo l’incontro con il dirigente viola: il caso Chiesa non esiste (almeno fino a quando qualcuno non farà sul serio con un’offerta concreta e pesante); l’attacco non ha bisogno di ’super-nomi’ come quelli di Milik, Belotti e forse Piatek; a centrocampo l’assetto attuale è assolutamente sufficiente e al più, nelle prossime ore, potrebbe andare in scena uno sliding-door con Benassi in uscita (Verona) e Borja Valero (svincolato) in entrata.

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Nel mezzo? I rinnovi dei contratti di Pezzella, Milenkovic, Biraghi e probabilmente Vlahovic. «Quanti volti nuovi potrei dire oggi, vedrei bene in rosa prima della fine del mercato? – è la domanda per Pradè –. Se la squadra è questa, si può rimanere così.

Siamo completi nei reparti, abbiamo un centrocampo molto forte, un modulo che ci permette di giocare con due punte e ne abbiamo già cinque a disposizione. Forse manca un’alternativa a Biraghi, a sinistra, e per essere pignoli potremmo arrivare a sei difensori...

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». La traduzione del discorso sembra facile: senza scossoni in uscita il mercato potrebbe essere addirittura già chiuso. Chiuso qui, con Bonaventura e molto probabilmente Borja Valero, scrive stamani La Nazione.

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