Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Guerini: “Mi è scappata una lacrima quando ho saputo di Pepito. E dopo quel 4-2…”

Parla così l’ex calciatore, allenatore e dirigente viola Vincenzo Guerini al Corriere Fiorentino: “Pepito? Appena ho saputo mi si è stretto il cuore, non nego che mi sia anche scappata una lacrima. Poi ho preso il telefono e gli ho scritto un sms, non sa quanto mi senta legato a quel ragazzo.

Anch’io ai miei tempi non volevo mollare, volevo sfidare la logica e provare a tornare in campo. Ero disperato all’idea di non giocare più, non ci ho dormito la notte almeno fin quando ho compiuto 35 anni. Se Giuseppe non vuole gettare la spugna lo capisco, significa che quello spirito battagliero che gli ho visto negli occhi ai tempi in cui eravamo insieme alla Fiorentina, è rimasto lo stesso.

sponsored

In 15 anni (tra giocatore e dirigente) vissuti con la maglia della Fiorentina, non mi era mai capitato di emozionarmi così tanto per le gesta di un giocatore. Quei tre gol restano nella storia e un piccolo-grande capolavoro nella carriera di un campione sfortunato.

L’aneddoto però è questo: il giorno dopo quel trionfo, lo vado a cercare negli spogliatoi, lo abbraccio e gli dico: “Giuseppe sarai stanco, chissà che baldoria ieri sera”. Lui mi guarda stupito e mi fa: “Vincenzo, in realtà ho mangiato una pizza da solo”.

sponsored

“Ma come da solo?”, ribatto io. “Sì, ho scelto un locale vicino al Duomo, dove c’erano tutti stranieri: così nessuno mi ha riconosciuto e io sono potuto andare a letto presto. Domenica voglio fare ancora gol”.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento