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Guagni: "Quanta voglia di giocare, ma il calcio viene dopo. Commisso sempre vicino"

Il capitano della Fiorentina Women's parla dell'isolamento e del futuro del calcio femminile: "Tante società avranno problemi economici"

Il capitano della Fiorentina Women's, Alia Guagni, sta passando la quarantena nella sua casa sulle colline di Firenze.

Parla così al Corriere Fiorentino: «Ormai ho la mia routine da quarantena: dormo fino a tardi, faccio colazione e poi, se il tempo lo permette, mi godo il giardino. Poi faccio allenamento, mi cucino qualcosa e così via. Esco soltanto per fare la spesa ogni 10-15 giorni e aspetto che tutto questo finisca».

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ISOLAMENTO. «Una delle cose più brutte dell’isolamento, è non poter vedere la mia famiglia che vive in un Comune diverso. Ci sentiamo sempre per telefono e con video chiamate, ma mi mancano tutti. Tra poco dovrebbe nascere anche il mio nipotino (cuginetto per la precisione) e spero di poter andare a conoscerlo presto».

STAGIONE INTERROTTA. «La stagione, forse, è stata interrotta nel nostro momento migliore. Era un campionato avvincente e ancora tutto da giocare. Spero si riesca a trovare una soluzione per poterlo concludere, sempre tenendo conto che le priorità adesso sono due: la salute di tutti e superare questo momento difficile. Il calcio viene dopo».

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RIPERCUSSIONI SUL CALCIO FEMMINILE. «Dovremo fare i conti con tantissime società che avranno problemi economici importanti. Io so per esperienza cosa significa essere una società dilettantistica e fare affidamento su sponsor che adesso si troveranno in difficoltà.

La Federazione non dovrà abbandonare nessuno». LE PAROLE DI COMMISSO. «Noi alla Fiorentina siamo privilegiate, abbiamo una società florida e importante alle spalle e un presidente che in ogni istante ci fa sentire la sua vicinanza.

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Si è sempre dichiarato al nostro fianco e lo dimostra personalmente o attraverso i suoi manager». LA PRIMA COSA DOPO LA QUARANTENA. «Andrò dai miei genitori per abbracciarli forte. E poi farò un bel barbecue  con i cugini. E spero anche di tornare presto a fare una bella partita di calcio, perché mi manca tanto.

Tantissimo».

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