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Gosens (DAZN): «Nel futuro mi vedo qui. Posso dare ancora qualcosa a questa squadra»

Il terzino tedesco ha parlato ai microfoni di DAZN a margine della partita pareggiata contro l'Atalanta

Parla così Robin Gosens a DAZN nel post-partita di Fiorentina-Atalanta: «Il mister ci ha presi in una situazione molto complicata. Eravamo in una fase mentalmente difficile. Ci ha presi per mano e compattati. Ha grande merito. Abbiamo fatto un girone di ritorno importante, non era così facile come la gente fuori pensava. Tra dicembre e gennaio è stato un periodo veramente buio. Ne siamo usciti da squadra, da famiglia».

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LA PRESTAZIONE DI CHRISTENSEN. «Se lo merita, è un grandissimo uomo. Quando è tornato dal prestito a gennaio ha portato leggerezza, ha portato un sorriso. In una fase non facile, ne avevamo bisogno. Non è mai facile per un portiere non giocare, ha davanti un fenomeno come David (De Gea, ndr). Si è fatto trovare pronto in Conference League e anche oggi. Si merita con tutto il cuore questo man of the match. Per la persona che è, per il professionista che è, per il portiere che è».

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FUTURO. «Per me è stato un grandissimo onore indossare la fascia da capitano, entrando in campo con i miei figli. È stata un emozione veramente forte. Io mi vedo qui, sto veramente bene. la Fiorentina mi ha dato di nuovo una casa qui in Italia dopo un anno veramente complicato a livello familiare a Berlino. Non ho tanta voglia di muovermi da qui. Ho la sensazione che posso dare ancora qualcosa per questa squadra».

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LA ‘SUA’ ATALANTA. «È sempre un po' la stessa. Anche mister Palladino gioca un calcio diretto, aggressivo, uomo su uomo. Da quel punto di vista è cambiato poco. Per me è sempre un'emozione forte. È la squadra che ha fatto partire la mia carriera. Sarò sempre grato alla società. Ho vissuto dei momenti bellissimi lì».

CONTESTAZIONE. «Alla fine i tifosi sono il cuore della squadra, della società. Quello che dicono va accettato. Noi abbiamo fatto un lavoro complicato, non scontato. Mi ricordo le riunioni in ritiro a dicembre: erano veramente difficili, dure, con tante parolacce. Da lì in poi è cambiato qualcosa. Siamo stati bravi a mettere da parte l'ego. Anche io, come mister Pioli, avevo detto a inizio anno che volevamo migliorare la stagione scorsa. Se inizi con queste aspettative, crei lo spazio per l'illusione. Se poi non mantieni quel livello, arrivano la rabbia e la frustrazione. Siamo stati bravi a compattarci e a fare le cose che servivano per raggiungere l'obiettivo minimo. Nelle prime partite ci sentivamo molto bravi, volevamo fare bella figura con un ego un po' grande per la situazione in cui eravamo. Io in primis. Abbiamo raggiunto almeno questo obiettivo, con qualche giornata di anticipo. Alla fine è stato un lavoro importante».


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