Gonzalez a VI.IT: "Firenze campo sempre difficile per la Lazio. Caceres? Quella volta al supermercato..."
Intervista all'ex centrocampista uruguaiano della Lazio in vista della partita di domenica sera al Franchi
Domenica sera al Franchi la Fiorentina ospita la Lazio, in una partita che mette di fronte due squadre con gli stessi punti in classifica e con ambizioni europee. Per avvicinarci alla gara con i capitolini, LaViola.it ha contattato in esclusiva Alvaro Gonzalez, centrocampista uruguaiano attualmente del Defensor Sporting, che ha indossato la maglia biancoceleste dal 2010 al 2017, con in mezzo le due esperienze in prestito al Torino e all'Atlas di Guadalajara.
Quali ricordi mantiene della sua esperienza alla Lazio e come vede i biancocelesti in questa stagione? "Sono stati anni molto belli quelli che ho vissuto a Roma. Abbiamo ottenuto risultati importanti. È sempre bello ricordare la vittoria in Coppa Italia contro la Roma, con il gol di Lulic: questo è il ricordo più bello che ho della mia esperienza alla Lazio.
In questa stagione sto continuando a seguire la squadra perché ho molti amici che giocano e vivono lì. In campionato stanno facendo fatica a trovare continuità di risultati. Rimane una squadra forte, con Immobile che è il capocannoniere che facendo bene già da due o tre stagioni".
La trasferta e la sconfitta maturata negli ultimi minuti contro il Celtic quanto può incidere in vista del match di domenica a Firenze? "Così come i risultati buoni danno fiducia, quelli negativi, insieme alle poche ore di riposo, ti trasmettono insicurezza.
La Lazio ha una rosa lunga con giocatori affidabili ed è abituata a giocare tre partite in una settimana. Affronteranno un avversario come la Fiorentina che lotta per un posto nelle coppe europee e credo che sarà una bella partita.
Il mio ricordo con la Lazio delle partite giocate a Firenze è che sono sempre partite difficili, e questa non credo che sarà un'eccezione. Sarà una bella partita da vedere e dal risultato incerto". Come vede invece la Fiorentina?
"L'ho vista giocare contro il Milan e l'ho vista messa molto bene in difesa e con un giocatore come Ribery che dà velocità ed esperienza, che ha giocato a livelli importanti sia in Nazionale che con il Bayern. È sempre importante avere questi giocatori che sono abituati a giocare partite difficili.
Anche Caceres è uno così, e in generale la Fiorentina ha una buona squadra che lotterà per qualificarsi alle competizioni europee. Hanno gli stessi punti in classifica e questo fa pensare a una partita equilibrata. È uno scontro diretto per le ambizioni che hanno entrambe".
Tra i giocatori che stanno facendo molto bene alla Fiorentina c'è Martin Caceres, con cui ha condiviso lo spogliatoio ad inizio carriera nel Defensor Sporting e in Nazionale... "Martin lo conosco bene. È un difensore rapido, agile, forte di testa, intelligente e con la palla tra i piedi sa sempre cosa che fare.
In tutti i club dove ha giocato ha fatto molto bene e probabilmente quello dove ha trovato più difficoltà è stato alla Lazio: non conosco i motivi ma è un giocatore che io vorrei sempre nella mia squadra. È uno dei migliori difensori uruguaiani, nonostante Godìn, ma le caratteristiche che ha Caceres le hanno in pochi.
Personalmente mi piace molto e non avevo dubbi che potesse fare così bene nella Fiorentina. Pensavo lo stesso quando si trasferì alla Lazio ma l'allenatore lo fece alternare molte volte e finì per non ricevere mai la fiducia completa da parte sua".
Il suo arrivo alla Fiorentina però è passato forse un po' sotto traccia, forse anche per gli infortuni e perché svincolato, mentre in poco tempo è riuscito a diventare un punto fermo... "Lui è un superdotato: ha avuto dei brutti infortuni, ma poi è sempre tornato più forte di prima.
Dopo uno degli ultimi infortuni venne acquistato dall'Hellas dove fece bene per sei mesi e si trasferì alla Lazio, dove non ha giocato ma non ho capito bene il motivo. Poi è tornato alla Juventus ed è tornato a fare bene come sempre, perché Allegri lo conosceva e lo ha fatto giocare subito.
Per me lui è una garanzia. Posso capire che quando arriva un giocatore che sta fermo da un po' di tempo ed è senza squadra, si possa pensare male, però c'è anche da dire che lui viene convocato comunque dall'Uruguay. Anche senza squadra lui viene convocato puntualmente da Tabarez perché tutti sanno quello che può dare.
Lui gioca tutte le partite allo stesso modo, che sia la finale del Mondiale o una partita di Coppa Italia. Nonostante l'età ha ancora diverse stagioni da giocare a livelli importanti, sempre che il fisico non lo tradisca". Ha avuto modo di sentirlo in queste settimane?
"Sì, ci sentiamo spesso per messaggio, anche se non gli ho scritto dopo l'amichevole contro il Perù dove è stato espulso e dove non doveva essere di buon umore". Ha qualche aneddoto con lui? "Una cosa che mi ricordo sempre di lui è un episodio nel ritiro della Nazionale.
Ci allenavamo la mattina e il pomeriggio lo avevamo libero, quindi tornavamo a casa. Noi a Montevideo siamo vicini di casa e verso le 19 io esco per andare a fare la spesa. Quando arrivo al supermercato me lo ritrovo davanti vestito con la tuta dell'Uruguay, nonostante ci fossimo allenati 5-6 ore prima, e nonostante lui sia un giocatore famoso e che si riconosce facilmente per il suo look.
Allora gli dico 'Ma che fai con la tuta della Nazionale in giro?! Sei impazzito?!' e lui mi dice 'No, sono arrivato a casa stanco, mi sono messo a vedere la tv e mi sono addormentato vestito sul divano' allora gli rispondo 'Sei tutto matto' (ride, ndr).
È un loco lindo. Poi quando giocavamo al Defensor Sporting capitava spesso che toccasse a me accompagnarlo agli allenamenti. Inizialmente lo accompagnava il mister, perché lo voleva molto e anche lui abitava vicino, mentre quando poi è passato in Prima Squadra glielo davo io un passaggio".
Adesso lei ha fatto ritorno al Defensor Sporting, come procede la sua carriera? "Sta andando bene per fortuna, dopo l'ultimo anno al Nacional che è stato brutto per me perché non sono riuscito a essere convocato per il Mondiale.
Sono stato sfortunato perché è arrivato un allenatore che non mi voleva e non mi ha fatto giocare. In quel momento ho deciso di tornare a casa, al Defensor Sporting, e adesso giocando tutte le domeniche mi sento bene dal punto di vista fisico.
Sono contento di poter essere tornato quel 'motorino' che fa avanti e indietro sulla fascia. La squadra ci ha messo un po' ad amalgamarsi, perché sono saliti tanti giovani, ma adesso stiamo facendo bene e ci stiamo avvicinando alle prime posizioni".
C'è qualche giovane che secondo lei potrebbe far al caso di qualche squadra italiana? "Ci sono ma magari è ancora presto per dirlo, perché devono ancora dimostrarlo. Dipenderà dalla loro personalità ma in tanti hanno le qualità per arrivare lontano.
Tra questi Ignacio Laquintana, Luciano Boggio ed Emiliano Gomez. Il calcio uruguaiano sempre lancia talenti, anche per mandare avanti la società. Spesso dopo sei mesi vanno in Europa e così debuttano altri più giovani. Qualche anno fa qui giocava Maxi Gomez che adesso invece si trova al Valencia.
Qui c'è tanto futuro, i giovani hanno tanta ambizione e fame nel giocare a calcio".



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