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Giraldi: «Il Palace ha valori ma ha perso entusiasmo. Ecco l'errore dei viola in estate»

Le parole dell'ex direttore sportivo di Nottingham Forest e Watford sulla Fiorentina e sui possibili prossimi avversari europei

Filippo Giraldi, direttore sportivo ex tra le altre di Nottingham Forest e Watford, ha parlato a Radio Bruno della Conference e dei viola: «Il Crystal Palace è cambiato tanto, ha iniziato la stagione molto bene, con prospettive differenti, una squadra che ha battuto Manchester City e Liverpool nelle finali. Poi ha perso Guehi, capitano e leader difensivo, Eze che è andato a fare un grande campionato all'Arsenal. Ma fino a gennaio ha messo in difficoltà tutti, squadra di grande valore. Oggi resta forte, ma ha perso entusiasmo, l'allenatore ha deciso di non rinnovare il contratto. Quando succedono queste cose un po' la tensione cala. Ma è una squadra che può mettere in difficoltà chiunque».

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FIORENTINA. «Credo che la Fiorentina debba trovare soprattutto continuità. Con la vittoria sullo Jagiellonia all'andata era al terzo successo di fila, poi tre partite negative. Deve trovare continuità. La partita di Cremona fa testo fino a un certo punto, ha giocato contro una squadra in grande difficoltà, è stata brava ad approfittare del momento. Ma ho visto la Cremonese altre volte di recente, anche la formazione iniziale era in difficoltà. Non ha valori particolari. La Fiorentina deve capire che avrà partite difficili ma con consapevolezza giusta sono convinto che si possa salvare. La Conference non so, non mi aspettavo che perdesse in casa con lo Jagiellonia in quel modo. Non riesco ad aspettarmi cosa possa fare in Conference. Se fai una stagione così, difficile pensare possa succedere qualcosa di particolare. Ma me lo auguro».

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ROSA VIOLA. «L'errore di valutazione è stato fatto nel giudizio dei singoli rispetto a quello della squadra. I giocatori presi uno ad uno non valgono questa classifica, ma messi insieme hanno avuto difficoltà. Una rosa che manca di esterni che ti potevano permettere di cambiare qualcosa a livello tattico, per esempio. Oggi vedo ancora una squadra con giocatori di caratteristiche simili e valori ancora mancanti. Il punto è su come i singoli potevano integrarsi nel contesto squadra. Anche qualcuno che è andato via ed è stato sottovalutato, magari poteva fare da collante in certi momenti. Ma certo non ci si poteva aspettare una stagione così».

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GUDMUNDSSON. «Mi aspettavo di più, l'errore forse è stato considerarlo un 10 di qualità. Ma mi sembra più un giocatore che abbia spunto, non che ragioni nel primo pensiero di mettere il compagno in porta. Invece pensa più come prima cosa a saltare l'uomo. È un giocatore che non lega benissimo con i compagni, perchè anche senza Kean non mi pare che abbia brillato. Anche a Cremona non si può dire che sia stato un giocatore che puoi notare. Ma a volte capita di giocatori che fanno bene in una squadra come il Genoa che ha livelli di classifica più basso, e facciano difficoltà in un livello come la Fiorentina. Poi magari ha fatto fatica a livello fisico, infortuni: non so, trapela anche poco. Ma le aspettative fino ad ora sono state disattese».


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