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Giovanni Galli: "Fiorentina in crescita. Lafont ha 19 anni e deve sbagliare"

Per l'ex giocatore e dirigente viola la squadra di Pioli sta crescendo bene mentre bisogna dare tempo al giovane portiere francese

Giovanni Galli, ex portiere viola, è intervenuto ai microfoni di Lady Radio per commentare la sconfitta della Fiorentina contro la Lazio. Queste le sue considerazioni: Sulla partita contro la Lazio: Bisogna tener conto della forza dell’avversario e del suo momento.

E’ vero che veniva da un momento difficile, e forse avresti potuto approfittare, ma bisogna tenere conto dello spirito e della forza tecnica di questa squadra. Loro avevano una necessità enorme di fare risultato. La Lazio è una squadra forte che ormai ha trovato la sua dimensione, mentre la Fiorentina è una squadra che sta crescendo, è una squadra giovane e qualche errore lo può commettere, non di preparazione di partita ma dentro la partita.

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Sicuramente non è stata una bella partita, da entrambe le parti. La Fiorentina adesso è una squadra che sta facendo bene, che sta facendo divertire e che si sta formando. Questa squadra non deve ascoltare niente e nessuno al di fuori che il suo allenatore, che sta allenando bene e sta facendo crescere i giocatori.

Su Lafont: Nella circostanza dell’uscita su Leiva, se fosse rimasto in porta, sarebbero rimasti 1 contro 1, per cui è stato molto bravo a leggerla. Questo ragazzo è dentro la partita per tutti i novanta minuti, e questo te lo ha dimostrato con quell’intervento.
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Poi io l’avevo già detto, ha soli 19 anni e deve sbagliare. Tecnicamente deve ancora lavorare molto, soprattutto sul posizionamento delle mani, tiene i gomiti troppo aperti, ma ripeto, deve sbagliare, perché è naturale che sbagli.

Su Simeone: Corre troppo. L’anno scorso poteva starci, perché era il primo anno e dovevi entrare nel cuore della gente, però poi alla fine bisogna che i numeri tornino. E’ un giocatore che ha delle ottime prospettive, ma bisogna delimitargli il campo, perché è bravo nell’area di rigore, è opportunista, ma arriva all’occasione decisiva troppo stanco.

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