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Giovanni Galli: «Bisogna allontanare la paura. Io avrei tenuto dentro le due punte»

Le parole dell'ex portiere della Fiorentina sul pari contro il Torino e la gestione del finale di partita

L'ex portiere viola Giovanni Galli è intervenuto a Lady Radio per commentare il momento viola, partendo però dalla messa di stasera in ricordo del figlio Niccolò: «25 anni sono tanti, ma sembra ieri. Dobbiamo convivere e andare avanti, abbiamo altre due figlie da supportare. La messa sarà oggi alle ore 19».

I GOL PRESI. «La partita dura 95 minuti, il gol lo puoi prendere al 1° o al 95° minuto. È una costante che deve far riflettere, a volte c'è il braccino corto del tennista. Non succede a un solo elemento, la squadra deve reagire nel complesso. Serve fiducia da parte di tutti, nel volere qualcosa. Sulla punizione, questo ha colpito la palla ed è andata all'angolino lontano. Serve più attenzione e determinazione. Mettere da parte questa tensione, preoccupazione, paura. Vedere Piccoli che faceva il primo difensore a 10 metri dall'area, fa riflettere. È paura».

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ALLENATORE. «Anche Vanoli deve capire che deve mandare dei messaggi diversi. Cambiare tanto per cambiare, o uomo su uomo, a volte porta un giocatore che non entra in partita. La paura di non riuscire a portare in fondo il risultato attanaglia tutti, l'allenatore stesso. La figura dell'allenatore è determinante fino a un certo punto, ma i messaggi devono arrivare dalla panchina. Anche con le scelte che si fanno. Io avrei tenuto due punte. Kean e Piccoli. Devi portare forza davanti, tenere il pericolo lontano. Non è detto che con un difensore in più difendi meglio, a volte lo fai meglio con un attaccante in più. Se tieni la palla lontana, con due giocatori prestanti, guarda la guerra che ha fatto Kean tutta la partita... Se prendono una punizione davanti passa del tempo. Se invece porto gli avversari in area qualcosa prima o poi succede. Prima del gol c'erano state due occasioni clamorose. Mettere un attaccante in più tante volte è una panacea, specie con due punte con quella struttura e fisicità. Ad un certo punto Piccoli aveva preso un corner, da solo. Sono due minuti guadagnati, magari potevi prenderne altri».

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PARATICI. «E' un uomo di calcio e di campo, gli può dare un contributo a farlo sentire rilassato, farlo ragionare. Ogni punto è guadagnato per l'obiettivo, non ci dev'essere l'assillo di vincere».


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