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Giampaolo, test contro la Fiorentina: si gioca una fetta di carriera

L'allenatore del Milan ha avuto la fiducia di società e giocatori, ma vuole risposte contro i viola. Altrimenti può rischiare.

L’ora è buia, ma forse non più tanto. Perché è meno cupo lui, più rilassato. Se il body language conta qualcosa, Marco Giampaolo sembra pronto a giocarsi quel che si gioca, un bel pezzo di carriera contro la Fiorentina. Ha incassato il sostegno della società e dei giocatori, dispensa complimenti e distinguo, non guarda più con frequenza sotto il tavolo della sala stampa di Milanello quando gli porgono domande anche innocue, incassa con il sorriso molte critiche.

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Clima che è stato teso a causa del risultato, mentre il gioco è piaciuto e questa è un’altra storia. Giampaolo si è già ammorbidito transando dal 4-3-1-2 al 4-3-3. «Cambia poco», dice. «La Juve di Allegri ha vinto scudetti con tutti i sistemi.

In campo non vanno i numeri». Così scrive La Gazzetta dello Sport. GIOCO. I numeri no, ma vanno considerati. «Piatek aveva giustificazioni per le prime quattro partite, perché non avevamo creato molte occasioni. Alla quinta è stato diverso, io a Torino a tratti mi sono divertito.

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Diciamo che siamo stati imprecisi, ma mettere l’ultima partita sul piano delle altre no, non si può. Abbiamo avuto il torto di non chiudere la gara, questo sì. E so bene come funzionano le cose. Voi badate ai risultati, vi interessano i singoli più del gruppo.

Io sono venuto qui con un’idea e dal primo giorno l’obiettivo è stato giocare a pallone. Il Milan si è squagliato a un certo punto della gara, ha un difetto di temperamento? Più guerrieri metti in campo, meno giochi a pallone.

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Bisogna trovare la giusta sintesi», dice l'allenatore. Giampaolo la sta cercando, in teoria ha già tutto in testa: sapevano chi era e lui, con le logiche correzioni, sarà così fino alla fine, che con il Milan potrà arrivare fra un giorno, una settimana o due anni.

Giampaolo al momento sembra uno che forse un po’ si piega e per questo non si spezza. In fondo è il modo migliore per giocarsi i punti importanti di un match che potrebbe non avere tie break.

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