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GdS – Tanta spesa, poca resa. 90 milioni di acquisti in estate, quasi 0 a gennaio. Va evitata la B

Un mercato estivo per l'Europa. Ma a tanta spesa ha corrisposto poca resa. E ora c'è da salvarsi per la Fiorentina

Il mercato è stato imponente, la resa al momento decisamente scadente. Se bastasse lo shopping estivo per determinare il piazzamento finale di una squadra in Serie A la Fiorentina sarebbe in piena zona Europa, appena alle spalle di Juventus, Milan, Napoli, Inter, Atalanta e Como. Sette mesi dopo la rivoluzione di luglio-agosto, quei 90 milioni spesi tra nuovi arrivi e riscatti rischiano di diventare un macigno pesantissimo sui conti (in ordine) della Viola in caso di retrocessione, scrive la Gazzetta Dello Sport. 

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CASH. Il peccato originale è aver costruito una rosa a misura di un allenatore, Stefano Pioli, che poi è durato solamente tre mesi. L’acquisto più costoso è stato Roberto Piccoli, arrivato dal Cagliari per 25 milioni (più bonus) come vice Kean. Per l’attaccante cresciuto nel vivaio dell’Atalanta — secondo investimento più caro sotto la gestione Commisso — finora 1600 minuti giocati e 5 gol, di cui solo due in Serie A, e tutto il peso del cartellino sulle spalle. I 15 milioni per Simon Sohm, acquistato dal Parma, e i 9 per Jacopo Fazzini, prelevato dall’Empoli, completano il podio dei trasferimenti top dell’ultima sessione estiva. A pesare (parecchio) sul consuntivo sono anche gli acquisti a titolo definitivo di Gudmundsson, Fagioli e Gosens, per un totale di oltre 35 milioni. Alle spese per i cartellini vanno aggiunti i ritocchi di ingaggio, di cui hanno beneficiato Moise Kean (da 2,2 a 5 milioni) e David De Gea (da 1,2 a 3,5). Dalle cessioni la Viola ha ricavato 22 milioni e la vendita più produttiva è stata quella di Kayode al Brentford per 17 milioni. 

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RISCHIO. La società aveva fatto un mercato per l’Europa e non per restare a galla, ma la stagione ha preso subito una piega inimmaginabile. A gennaio, dopo il passaggio del testimone tra il vecchio diesse Daniele Pradé e Fabio Paratici, il club è corso ai ripari con 5 innesti, tutti in prestito ma alcuni (Rugani, Brescianini, Fabbian) vincolati alla salvezza, altri (Solomon, Harrison) col semplice diritto di riscatto. Di sicuro la Fiorentina non ha una rosa da B e il valore di mercato degli acquisti lo conferma, ma per salvarsi non bastano i milioni, servono sudore e sacrificio in campo.

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