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Gazzetta - Nuovo modulo e il ritorno di Ranieri. Difesa più solida per la salvezza

Da Pioli a Vanoli, le cose sono via via cambiate: media gol subiti da 1,6 a 1,2 a partita. Decisivo il cambio di modulo (ma non solo)

Il mese di aprile sarà fondamentale per la Fiorentina per mettere al sicuro la salvezza e la rincorsa di primavera comincerà dal Bentegodi, dove sabato affronterà l’Hellas quasi spacciato. A marzo, eccezion fatta per l’incidente di percorso di Udine, la Viola ha ritrovato solidità in difesa e l’obiettivo è mantenerla per blindare (o migliorare) la quintultima posizione, rimanendo a debita distanza dalla zona rossa. Dopo gli 8 gol incassati tra campionato e Conference in 5 partite a febbraio, con il rovinoso scivolone del 2 marzo a Udine, la Viola si è rimessa in bolla dimezzando le reti subite nei successivi 5 match. Così scrive La Gazzetta dello Sport.

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A QUATTRO. Ad inizio stagione la Fiorentina era un colabrodo e la sua eccessiva fragilità è stata una delle cause della sua caduta. Con il passaggio del testimone tra Pioli e Vanoli tante cose sono cambiate, a cominciare dal modulo, e la difesa è tornata a rendere a livelli accettabili. Una delle chiavi è stata il passaggio alla difesa a 4, nel 4-1-4-1 di Vanoli. Ha restituito al gruppo quelle certezze smarrite nella pima parte id stagione. Non sarà un caso che l’unica volta in cui il nuovo tecnico è tornato a tre dietro, inserendo il debuttante Rugani per sopperire all’assenza dello squalificato Dodo, ha incassato 3 gol con l’Udinese e la sconfitta più pesante in Serie A del 2026. Prima e dopo la Viola nel nuovo anno aveva preso 16 reti in 13 partite, con una media di 1,2 a match, abbassando l’1,6 della prima parte di stagione (28 gol incassati in 17 gare).

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IN AIUTO. A contribuire alla causa è stato anche il ritorno tra i titolari di Ranieri, senza fascia (passata nel frattempo a De Gea) ma non per questo meno importante. Lui e Pongragic sono la coppia di centrali più utilizzata da Vanoli e anche la più affidabile, con Comuzzo che si è ritagliato un suo spazio in Conference. Fondamentale pure il contributo dei terzini e del centrocampo, con Mandragora, Brescianini e Ndour che si sacrificano spesso per aiutare dietro. 

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