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Gazzetta - Lecce-Fiorentina avvicina la Viola alla salvezza e ridà fiducia ai salentini

Al Via del Mare finisce 1-1: la Fiorentina resta a +8 sulla zona calda, il Lecce interrompe la serie negativa e spera ancora

Un pareggio che muove la classifica di entrambe e che, per motivi diversi, lascia segnali positivi. L’1-1 del Via del Mare avvicina ulteriormente la Fiorentina alla salvezza, ora con 8 punti di vantaggio a cinque giornate dalla fine, mentre il Lecce interrompe la striscia di quattro sconfitte consecutive e si regala una preziosa iniezione di fiducia in vista dei prossimi delicatissimi impegni esterni contro Verona e Pisa.

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La gara ha avuto due facce ben distinte, come scrive La Gazzetta dello Sport. Nel primo tempo si è fatta preferire la squadra di Vanoli, più ordinata e qualitativa, mentre nella ripresa è cresciuto il Lecce di Di Francesco, bravo a rimettere in piedi una partita iniziata con troppa leggerezza. I salentini hanno trovato il pari con Tiago Gabriel, rispondendo alla splendida rete iniziale di Harrison.

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La Fiorentina ha confermato di avere maggiore qualità e più soluzioni tecniche, ma nel secondo tempo il divario si è ridotto sensibilmente. Il Lecce, pur con i suoi limiti offensivi e senza un vero finalizzatore di riferimento, ha tirato fuori il carattere necessario per chi lotta per non retrocedere. Tra i protagonisti, Mandragora è stato fondamentale per la Viola, sia per l’assist del vantaggio sia per la gestione del centrocampo, mentre nel Lecce l’ingresso di Gandelman ha cambiato l’inerzia del match, dando più coraggio e peso alla manovra offensiva.

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Di Francesco ha sorpreso nelle scelte iniziali, lasciando fuori dal primo minuto Gandelman e Banda, non al meglio, e schierando N’Dri da terzino sinistro, alla prima da titolare, con Ngom in mezzo al campo. Il Lecce si è disposto con un 4-4-1-1, con Coulibaly a supporto di Cheddira, ancora a secco dal suo arrivo a gennaio, e ha cercato soprattutto gli esterni, in particolare la corsia destra con l’asse Veiga-Pierotti. Proprio da quella zona sono nati i primi pericoli, fino al salvataggio sulla linea di Fagioli sul colpo di testa di Cheddira dopo 17 minuti.

La Fiorentina, privata di Gosens e con Balbo al suo posto, ha perso qualcosa in spinta ma ha guadagnato equilibrio. Nel suo fluido 4-1-4-1, Gudmundsson tendeva ad accentrarsi in costruzione lasciando spazio a Ndour a sinistra, mentre davanti la Viola attaccava con tanti uomini. Dopo alcuni tentativi centrali, gli ospiti hanno trovato il vantaggio intorno alla mezz’ora allargando il gioco: lancio di Fagioli per Piccoli, sponda per Mandragora, assist per Harrison e splendido sinistro a giro dell’inglese, al suo primo gol in Serie A. Un’azione di qualità che ha premiato la maggiore pulizia tecnica della Fiorentina, vicina poco dopo anche al raddoppio.

Nella ripresa, però, il Lecce è rientrato in campo con un altro atteggiamento. I tre cambi di Di Francesco hanno inciso subito: il tecnico ha ridisegnato la squadra con il 4-2-3-1, abbassando Coulibaly e posizionando Gandelman alle spalle di Stulic, apparso più brillante di Cheddira. Con Banda a sinistra e Pierotti di nuovo sulla fascia destra, i giallorossi hanno alzato il baricentro e aumentato la pressione.

Le occasioni sono arrivate in rapida successione: due tentativi di Coulibaly, una conclusione da fuori di Ramadani e soprattutto una grande parata di De Gea su Banda hanno anticipato il meritato pareggio. Al 26’ della ripresa, sugli sviluppi di un corner battuto da Gallo, Tiago Gabriel è sbucato indisturbato e di testa ha firmato l’1-1, approfittando anche di una marcatura non impeccabile di Ndour.

Il Via del Mare ha poi trattenuto il fiato pochi minuti dopo, quando Pierotti ha sprecato una buona occasione per il sorpasso. A quel punto Vanoli, dopo aver già inserito Solomon per un Gudmundsson poco brillante, ha scelto di coprirsi ulteriormente passando a un assetto più prudente con Fazzini, Fabbian e Brescianini. La Fiorentina ha stretto i denti nel finale e ha difeso un punto prezioso, ormai con la salvezza davvero a portata di mano.

Per il Lecce resta una classifica ancora complicata, con il terzultimo posto condiviso con la Cremonese, ma anche la consapevolezza di potersi ancora giocare tutto. Le prossime due partite diranno molto sul futuro dei salentini. Intanto, dopo tante difficoltà, questo pareggio vale molto più di un semplice punto.


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