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Gazzetta - Juve-Fiorentina, sfida degli ex: Dusan contro il tabù, Kean cerca la rinascita

I due attaccanti sono al centro della sfida di campionato tra bianconeri e gigliati

È sfida di destini e passati incrociati tra Moise Kean e Dusan Vlahovic in vista di Juventus-Fiorentina. Lo scrive oggi la Gazzetta

Dusan Vlahovic scalpita, Moise Kean vorrebbe farlo, ma ancora non può e spera. II centravanti bianconero è il porto sicuro dove l'ex ct azzurro Spalletti vuole condurre la sua nave: un gol al Verona, una rete a Lecce, tutto molto veloce, tutto inaspettato dopo la lunghissima degenza cominciata un pomeriggio di fine novembre. L'attaccante viola è invece in lista d'attesa per colpa di un problema alla tibia che lo ha tolto di scena quaranta giorni fa al Bentegodi e che, quaranta giorni dopo, sembra concedergli quella tregua necessaria per viaggiare verso Torino con il resto della compagnia viola.

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TABU'. Vlahovic si è rimesso (per ora) al centro del mondo Juventus: atteggiamento e risultati lo premiano. Ma Dusan non ha mai segnato alla sue ex squadra. Tradotto: ogni volta che vede viola, il serbo non vede la porta. Otto sono i precedenti, otto le sfide a secco ed è una variabile ingombrante perché, dell'attuale Serie A, Vlahovic si è preso lo scalpo di tutte le avversarie durante la sua carriera. All'andata, a Firenze, Dusan ci è andato vicino, molto: il signor Doveri gli aveva concesso il calcio di rigore dopo uno slalom su Pablo Marì, ma, il rigore, venne cancellato un attimo dopo in mezzo a proteste e veleni mentre il nove bianconero era già sul dischetto, pallone in mano.

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DESTINI INCROCIATI. Dusan è tornato, Moise farà di tutto per tornare: la vigilia dell'appuntamento di Torino vive su un confronto, atteso e raccontato anche dai numeri. Vlahovic e Kean hanno giocato l'ultima volta uno accanto all'altro il 12 maggio di due stagioni fa: contro la Salernitana, all'Allianz Stadium, fu il pomeriggio che chiuse la lunga parentesi in bianconero dell'attuale centravanti viola. Dusan ha il futuro nelle sue mani: il rischio che l'attaccante serbo cambia aria è concreto anche se alla Continassa sono convinti che la partita sul suo futuro non sia ancora chiusa, anzi. Moise è accompagnato da una clausola rescissoria da 62 milioni di euro valida nei primi quindici giorni di luglio: 62 milioni non è il valore oggettivo di un giocatore alle prese con un'annata senza effetti speciali, ma Kean può avere mercato lo stesso e la Fiorentina può cedere ad un corteggiamento da quaranta milioni. Due numeri nove, due storie che si sono intrecciate e che si intrecciano: entrambi non sanno cosa gli riserverà la prossima stagione.

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