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Gazzetta - Il fine giustifica i mezzi, ma non si parli di capolavoro

Nel post-partita Vanoli definisce la salvezza un «capolavoro». Ma contro il Genoa arriva l'ennesima prestazione horror

Un punto serviva e un punto è arrivato, scrive La Gazzetta dello Sport. Il pareggio contro il Genoa garantisce alla Fiorentina la salvezza al termine di un mesto 0-0 che ben riassume la stagione viola. Nella terra di Machiavelli, anche stavolta il fine giustifica i mezzi. All'ennesima replica di uno spettacolo troppo modesto, tuttavia, e una volta smaltita la paura provata per tutta la stagione, il pubblico del Franchi sfoga tutta la propria frustrazione: piovono fischi, cori di contestazione, un eloquente «fate ridere» intonato da tutto lo stadio. Altro che festa-salvezza: i giocatori della Viola non si avvicinano nemmeno alla curva, applaudono a distanza i tifosi che, va detto, quando serviva non hanno mai fatto mancare il loro apporto.

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CAPOLAVORO? A fine partita, Paolo Vanoli difende il proprio lavoro, giustamente dal suo punto di vista. Arriva in sala stampa con una maglietta per Rocco Commisso, al quale il tecnico viola dedica la salvezza, e poi ricorda come nessuno si era mai salvato senza aver mai vinto nelle prime quindici giornate (il primo successo è arrivato alla sedicesima contro l'Udinese). «Con una squadra che non ho costruito io», aggiunge il tecnico della Fiorentina, arrivato a novembre al posto di Stefano Pioli. Poi utilizza anche la parola «capolavoro», e farlo a Firenze, che con i capolavori ha una discreta e storica confidenza, suona un po' esagerato. Soprattutto dopo una partita così, la terza di fila senza segnare, un'altra in cui la Viola fatica tremendamente a tirare in porta: di fatto, una sola conclusione contro il Genoa, quella di Parisi deviata da un compagno davanti alla porta. L'occasione migliore, l'unica insieme a un colpo di testa di Ranieri che sfila di poco a lato.

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Il calendario ha voluto che la salvezza della Fiorentina arrivasse proprio contro il Genoa, da dove era iniziata l'esperienza di Vanoli. In concomitanza di quella di Daniele De Rossi con il Grifone. Il ‘colloquio agonistico’ di DDR a Firenze - si parla insistentemente di lui tra i possibili candidati come prossimo allenatore della Viola - si risolve, almeno a giudicare dai 90 minuti del Franchi, con il classico "le faremo sapere". Nel frattempo, De Rossi prepara il futuro rossoblù anche se, con onestà, non fa promesse su se stesso: «Restare al Genoa? lo qui sto benissimo, ma non posso dire una cosa che non può dire nessun allenatore a questo punto del campionato».

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