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Gazzetta - Gravina ora pensa alle dimissioni. Abete o Malagò al suo posto

Il presidente della Federazione valuta il passo indietro, oggi convocato un vertice con le componenti del calcio italiano

Una notte praticamente insonne, una giornata di strali (annunciati), ma soprattutto di riflessioni. E qualcosa è cambiato rispetto alla maledetta notte di Zenica, che si è portata via il nostro terzo Mondiale consecutivo. Gabriele Gravina non ci sta, non vuole prendersi le colpe per tutti ed è pronto a coinvolgere i tanti che ieri lo hanno messo in prima fila sul banco degli imputati, ma che in passato hanno fatto poco o niente per il nostro sistema calcistico. Sa di non poterlo fare come dovrebbe e vorrebbe se ricoprisse un incarico istituzionalmente di rilievo come quello del presidente federale. Ed è soprattutto per questo che ieri ha maturato - per la prima volta con una certa convinzione - l’idea di fare un passo indietro. E dimettersi. Così scrive La Gazzetta dello Sport.

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IL VERTICE. È vero, dopo la partita contro la Bosnia aveva detto che certe valutazioni spettavano al Consiglio federale, senza mai mettere in discussione la propria posizione. Ma ha avvertito l’urgenza di fare chiarezza, di prendersi le proprie responsabilità, facendo però capire al mondo che non è l’unico ad averne. Vuole farlo per il bene del calcio italiano, per un futuro più solido (anzi «sostenibile», direbbe lui), anche con un altro presidente. Per questo ieri ha scelto di non aspettare l’annunciato Consiglio federale della prossima settimana e di incontrare già oggi i vertici delle componenti Figc, quindi le Leghe e i presidenti delle associazioni di categoria. A loro dovrebbe annunciare la sua decisione e a quanto risulta le dimissioni verrebbero prese come un gradito segno di responsabilità, anche se non è escluso che qualcuno (di sicuro non Lega Serie A e B) possa chiedergli di restare, pure in virtù del suo ruolo in Uefa (è vicepresidente vicario) in vista dell’Europeo del 2032. 

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ALTERNATIVE. I nomi ovviamente già girano. C’è stato quello di Giancarlo Abete, un’ipotesi che sembra però poco sostenuta anche dallo stesso Gravina. Vorrebbe lasciare la federazione - con il suo complesso piano di riforme ben avviato - a una persona che in qualche modo evidenzi una certa discontinuità. Il nome più gettonato al momento è quello di Giovanni Malagò (con Bedin segretario generale), che sembra aver già raccolto un certo consenso nei primi sondaggi nei palazzi del calcio. Di certo l’obiettivo comune a tutti è trovare una personalità che arrivi dal mondo dello sport, evitando tecnici o politici. E in questo senso Malagò è inattaccabile.

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