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Gazzetta - Gattuso lo snobba, ma il nuovo Fagioli è goduria pura. La salvezza passa dai suoi piedi

Il centrocampista viola non è stato convocato per gli spareggi Mondiali, ma in maglia viola la sua crescita è continua

Tra lo stadio Franchi e Coverciano ci sono poco più di due chilometri. Nicolò Fagioli domenica sera non ha percorso il tragitto verso il centro tecnico federale, scrive La Gazzetta dello Sport, ma è tornato a casa per godersi i tre giorni di riposo concessi da Paolo Vanoli dopo le fatiche di campionato e Conference. «Fagioli come altri avrebbe meritato la convocazione, però ho scelto di puntare su quelli che ci sono sempre stati», ha argomentato il ct Gennaro Gattuso nel primo incontro con la stampa a Coverciano.

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TOTALE (O QUASI). «Dispiace - aveva detto il centrocampista nel post partita di Fiorentina-Inter -, si vede che devo lavorare ancora di più per essere chiamato». Dispiace a maggior ragione dopo l'eccellente prova contro i nerazzurri, condita dal premio di Mvp. II Fagioli ritrovato è goduria pura per i tifosi viola e per il suo allenatore, che lo sta trasformando in un centrocampista totale. «Però deve migliorare in zona tiro», ha rimarcato Vanoli, che dal suo regista vuole sempre di più. Leadership e creatività, visione di gioco e intuizioni felici, come l'apertura in stile Modric per Gudmundsson sul pari di Ndour contro i nerazzurri. Mancano i gol, solo due finora in stagione, se proprio vogliamo trovare un difetto dentro un ottimo avvio di 2026.

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I NUMERI. Basta dare uno sguardo ai numeri per avere conferma della sua crescita. Con Vanoli in panchina è migliorato in tutte le medie, dalle occasioni create (da 0,9 a 2,6) ai tiri (da 0,3 a 1,4), dai passaggi riusciti (da 30 a 53) alle verticalizzazioni (da 8 a 13) fino ai palloni recuperati (da 4 a 5). Sono numeri da big, è tra i migliori nel suo ruolo in Serie A. Secondo solo al Nicolò dell'Inter, Barella, per occasioni create (57 contro 62), tra i centrocampisti con almeno mille passaggi effettuati ha la percentuale più alta di passaggi riusciti (1250 su 1384, il 90%) e anche il maggior numero di passaggi nella metà campo avversaria (776) tra i giocatori della Fiorentina. Ha tentato 29 dribbling e solo il romanista Manu Koné ha una più alta percentuale di riuscita (61%) della sua (59%). È il migliore dei suoi per cross andati a buon fine (il 27%), con 57 passaggi chiave è al quarto posto dopo Dimarco, Yildiz e Barella e nono per big chance create (10).

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AL CENTRO DEL VILLAGGIO. Questo perché il nuovo tecnico lo ha rimesso al centro del villaggio, affidandogli la regia della Viola e dandogli piena e totale fiducia. Con il cambio in panchina il ballottaggio con l'altro ex juventino Hans Nicolussi Caviglia dei tempi di Stefano Pioli è diventato solo un lontano ricordo, così come il peregrinare nella terra di mezzo in cerca del ruolo giusto. Fagioli è tornato il giocatore decisivo e geniale che da ragazzino aveva prima stregato Massimiliano Allegri - il primo a consigliargli di andare alla Fiorentina un anno fa - e poi fatto innamorare Andrea Pirlo, che lo incoronò suo erede. Con Vanoli in campionato ha giocato 19 partite consecutive dal primo minuto: l'ultima panchina risale al 9 novembre, esordio del nuovo tecnico con la Viola. Una settimana dopo era già diventato indispensabile. La salvezza passa anche da lui, dalla sua intelligenza tattica e dalla capacità di dettare tempi e ritmo. «Siamo ancora in apnea», ha ammonito. Coverciano è lontanissima anche se è solo a pochi chilometri: per l'azzurro c'è tempo, Nico adesso vede solo viola.


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