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Gazzetta - Fuori dalla zona retrocessione, ma è un punto insipido. A Cremona uno spareggio

Tanti cross inutili, un punto che non può soddisfare. Dopo l'impiccio Conference c'è l'incrocio con la Cremonese terz'ultima

La Fiorentina mette la testa fuori dalla zona retrocessione per la prima volta in questa balorda stagione ma il punto che glielo permette è un fatturato troppo avaro per osservare con ottimismo la classifica. Dalla partita interna con il Parma i tifosi viola si aspettavano molto di più di un insipido pareggio, senza gol e pure senza tiri nello specchio della porta. I nuvoloni che si addensano sul Franchi insieme ai fischi del pubblico di fede viola a fine partita sembrano il presagio della tempesta in arrivo: lunedì prossimo, dopo l’impiccio della Conference League contro il Rakow, c’è la trasferta di Cremona che a questo punto assume tutte le sembianze di uno spareggio. E la Fiorentina non ci arriva di sicuro al massimo delle proprie potenzialità, scrive La Gazzetta dello Sport.

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D'ARIA. I segnali di crescita che si erano registrati nel mese scorso sembrano del tutto evaporati. Mancano idee, ma a quello si può sempre migliorare perché lì sotto nessuno ne è fornito, ma soprattutto mancano determinazione, cattiveria, convinzione. E quelle sì che sono caratteristiche fondamentali per cavarsela. Se la squadra di Vanoli finisce per non perdere – come troppe volte è capitato in questo disgraziato campionato - contro i quadrati e ordinatissimi ragazzi del ragazzo Cuesta, è solo perché in definitiva il Parma non ci prova neanche troppo, a vincere. Senza l’infortunato Kean, neanche in panchina, la Viola dà l’impressione di essere una squadra priva di sostanza, una squadra fatta di aria. Almeno in fase offensiva. Il lungo possesso palla produce un innocuo aggiramento da una parte all’altra, fino all’inutile cross: da destra, da sinistra, quasi mai dal fondo, 30 in tutta la partita. I traversoni viola non hanno quasi mai la misura o i tempi giusti. E quando ce l’hanno, Piccoli colpisce lontanissimo dai pali (due volte nel primo tempo) oppure sciupa davanti alla porta, in una delle due uniche occasioni costruite dalla Fiorentina, entrambe in una breve fiammata a inizio ripresa. A Cuesta un punto va benissimo. Alla Fiorentina, molto meno. Anzi, quasi per niente.

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