Vai al contenuto
×

Gazzetta - Bove, che emozione il ritorno in campo: «Voglio tornare il giocatore che ero e oltre»

L'ex centrocampista della Fiorentina è tornato in campo a quattordici mesi dal problema cardiaco, con la maglia del Watford

È stata la sorpresa più bella del mondo. «Vado in panchina, tanto per riassaporare l'atmosfera della partita», aveva assicurato ai suoi cari. Invece Edoardo Bove ha anticipato i tempi con un tackle emotivo, involontario, scrive La Gazzetta dello Sport. Ha giocato. Gio-ca-to. Quattro minuti più recupero, composti da due passaggi e un cross tentato, per celebrare il ritorno in una data dedicata alla passione: 14 febbraio, giorno degli innamorati. Edoardo ha debuttato nella nuova vita in un piccolo stadio, che i tifosi del Preston North End giurano essere il più antico d'Inghilterra: si chiama Deepdale, traducibile con "valle profonda", nome che richiama al fascino di un mondo ignoto e sereno. Bove è entrato nel finale di una partita vera, nella quale il suo Watford ha pareggiato 2-2. Lo hanno applaudito tutti, anche i tifosi locali, che conoscevano la sua storia di sofferenza, ansia e attesa. Welcome, man. È tutto passato, è tutto ricominciato.

sponsored

UN COCKTAIL DI EMOZIONI. In tribuna c'era la fidanzata Martina, con la quale Edoardo ha condiviso il San Valentino più intenso e inaspettato. La famiglia no, non si è arrampicata fino a lassù, proprio perché nessuno sapeva che il nuovo allenatore, Ed Still, stesse meditando di farlo esordire dopo appena tre settimane di allenamenti veri. Ed che rilancia Edo è un'altra delle coincidenze magiche di questo sabato che il padre di Bove, Giovanni, ha in ogni modo potuto seguire in tv, travolto da un cocktail di emozioni traducibili in amore: era a Gallipoli per seguire il torneo Under 14 della Boreale, la società dei primi calci che Edoardo ha voluto finanziare, e che per non rovinare in alcun modo la festa ha bloccato i pari età della Juventus sullo 0-0. Neppure lo zio di Edoardo, Vittorio, che vive da tempo a Londra e frequenta gli stadi, è riuscito a partecipare. Ma non mancherà occasione: venerdì i Bove, compresa mamma Tanya, saranno tutti in Inghilterra per assistere alle prossime due partite in casa del Watford, contro Derby County e Ipswich Town. Berranno tutti insieme una gustosa bottiglia di rosso.

sponsored

PRIME SENSAZIONI. Intanto il primo passo è stato fatto, dopo due accurate visite settimanali che hanno certificato una perfetta condizione clinica. «Sentire l'odore del campo mi ha dato grandi sensazioni - ha detto Bove a margine -, Ora non mi resta che lavorare sodo per tornare piano piano il calciatore che ero, o addirittura diventare più forte di prima. Non ho scelto di venire qui solo per riprendere la mia carriera. Voglio aiutare subito il Watford a tornare in Premier League». Dove prima o poi comunque arriverà.

sponsored

QUATTORDICI MESI. Da quel maledetto primo dicembre, quando crollò in campo durante Fiorentina Inter, sono passati quattordici mesi. Dentro a questo periodo pieno di cunette Edoardo ha vissuto tante storie, sbalzato tra speranza e rifiuti, credendo a lungo di poter ottenere l'idoneità agonistica in Italia. Una volta compreso che il defibrillatore sottocutaneo, impiantato per la sua sicurezza, gli avrebbe impedito da regolamento di restare in Serie A, e in particolare alla Fiorentina, ha accettato la proposta di Gianluca Nani, direttore tecnico romano delle squadre della famiglia Pozzo, e di Valon Behrami, oggi dirigente del Watford. Da qui la risoluzione del contratto con la Roma a gennaio e il veloce trasferimento, per firmare un contratto di sei mesi con opzione per altri cinque anni. Edoardo parla un inglese perfetto, perciò è stato facilitato nell'inserimento a metà stagione. Ma non avrebbe resistito a lungo senza buttarsi nella mischia. Dal buio profondo alla valle profonda: bentornato campione.


Lascia un commento