Gattuso: «C'è da mettere l'elmetto. Quando le cose non vanno bene mi dimetto...»
Le parole del nuovo allenatore della Lazio, dal mercato a Lotito
Giornata di presentazione in casa Lazio per il nuovo allenatore Gennaro Gattuso. Ecco alcune delle sue parole: «Sono orgoglioso, ho buonissime sensazioni. Sapevo prima delle difficoltà che ci sono. Quando mi hanno chiamato il direttore e il presidente mi hanno spiegato la situazione, c'è da mettere l'elmetto. So tutto, sicuramente stara a me e al mio staff lavorare. C'è da fare tantissimo, poi per le altre problematiche non ci posso fare nulla. Il mio obiettivo è solo mettere una squadra in campo che sudi la maglia e rispetti la storia di questa squadra. Sono orgoglioso di poter lavorare in un club come la Lazio».
LAZIO. «Sono stato più di una volta vicino a venire qua. È una sfida, ho lavorato con qualche giocatore che sa come voglio fare calcio. So tutto, sappiamo le problematiche che abbiamo e che dobbiamo fare 2-3 cose. Speriamo di riuscire a farle. Poi sarà il lavoro, ma l'obiettivo è creare un clima familiare e riuscire ad avere una squadra che diverta la gente, anche chi sta a casa, e renderla orgogliosa».
MERCATO. «Sicuramente bisognerà fare un centrale, è il segreto di Pulcinella. Poi dovremo valutare l'attacco perché Ratkov ha avuto delle difficoltà lo scorso anno. Bisognerà fare un paio di cose, ma la base c'è perché a centrocampo ci sono buoni giocatori, sui terzini a destra e sinistra siamo tanti. Vediamo cosa si può fare, partiamo da una base importante. In porta è andato via Provedel ed è tornato Mandas, non è tutto da buttar via. Dobbiamo lavorare e isolarci da quello che c'è oggi perché è un dato di fatto, non è un ambiente ideale ma dobbiamo lavorare, questa è l'unica strada. Dovremo provare a cambiare qualcosina, non so se ce la faremo ma il senso di appartenenza non deve mai mancare».
NAZIONALE. «Sulla Nazionale io posso solo ringraziare i ragazzi che ho allenato l'anno scorso, i giocatori hanno dato tutto. Da giocatore ho avuto culo, da allenatore ho preso delle mazzate sui denti, ma sto lavorando per ottenere i risultati. La ferita rimarrà per sempre perché la delusione è stata enorme, ma devo ringraziare tutti perché mi hanno dato il massimo. Rimani in dieci ed esci ai rigori, il calcio è così, nessuno si ricorda quanto di buono avevamo costruito. Il calcio però lo conosco e si va avanti, ma la mentalità e la voglia di non mollare mai non è cambiata. Ho ancora più veleno e rabbia».
OBIETTIVI. «Devo essere obiettivo, ci sono almeno 7-8-9 squadre che partono davanti a noi. Dobbiamo riuscire a non sbagliare nelle poche cose che dobbiamo fare per completare la rosa. Anche a me non vi nego che mi piacerebbe avere subito due elementi in più, ma prendere tanto per prendere non mi piace. Aspettiamo un po', quando vai a prendere i giocatori non è facile e bisogna rispettare il parere e la considerazione che fanno i club che vendono».
LOTITO. «Io con Lotito ho un rapporto franco e gli ho chiesto un favore, deve sistemare qualcosina sotto. Gli ho spiegato come sono fatto, sa che non guardo in faccia a nessuno. Io voglio gente che lavora, ci guardiamo in faccia. Se ha qualcosa da dire alla squadra viene e lo dice, ma deve parlare poco con voi. Il problema è che ha troppi telefonini e non si riesce a gestire. Penso che anche il presidente debba fare questo passo, se vuole dire qualcosa alla squadra lo dice al direttore o a me, poi alla squadra. Noi dobbiamo stare bene insieme e lavorare, siamo suoi dipendenti ma è giusto che le cose si dicano con educazione».
GLI ULTIMI ALLENATORI SI SONO DIMESSI. «Quando le cose non vanno bene io mi dimetto, l'ho fatto in passato. Magari qualche allenatore voleva delle tipologie di giocatori, voleva elementi diversi in rosa. Ognuno ha le sue pretese, non so quali possano essere le problematiche. La società mi ha spiegato che c'era il mercato bloccato, che determinati giocatori potevano partire ma sono stato fortunato perché altri pensavo potessero partire. Temevo un fuggi fuggi generale invece mi hanno dato disponibilità. Io voglio lavorare come piace a me, il resto accetto tutto. Mi piace lavorare in un certo modo e fino ad oggi va bene, abbiamo cambiato qualcosa nella parte organizzativa. Lunedì si comincia e sta a noi, io non verrò qua a dire che Lotito o Fabiani sono bugiardi. Mi hanno detto tutto quello che dovevano dire».
GILA. «Se fosse stato per Fabiani e Lotito il giocatore sarebbe stato qua. Sono stato io a convincerli, chi non vuole stare qua non deve stare qua. Chi vuole rimanere deve farlo con la testa. Ho parlato con Mario ed è stato onesto, mi ha raccontato i soldi che gli offrivano, prima la squadra vecchia. Ho giocato a calcio per una vita, lo capisco. Ho discusso con lui, deve andare via. No che deve rimanere, non può stare perché è un ragazzo che ha dato tutto e non si può discutere per professionalità. Non poteva più rimanere, i parametri finanziari e il contratto, era arrivato il suo momento. Chapeau al direttore che ha fatto una giocata da fantasista, ma è giusto che sia andato via».


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