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Gasperini, prima Chiesa e ora Immobile. Furia Ciro, il manager: "Se cade a Firenze..."

L'attaccante è deluso e amareggiato con l'allenatore dell'Atalanta. "Parole gravi e inaccettabili, non può essere messa in dubbio la sua correttezza".

'Furia Immobile contro Gasp', titola Il Corriere dello Sport, che torna sull'attacco dell'allenatore dell'Atalanta all'attaccante della Lazio, reo di essersi tuffato in occasione del primo rigore di sabato.

Polemiche che vanno avanti a suon di comunicati e non solo. Il centravanti della Lazio ancora ieri mattina era deluso, ferito dalle parole del tecnico dell’Atalanta, scrive il quotidiano. Non se le aspettava e la società lo ha subito difeso, per respingere dichiarazioni sbagliate nei toni e nella sostanza: «Inaccettabile offesa alla professionalità e alla correttezza di un giocatore come Ciro che non ha mai fatto ricorso a simulazioni nel corso della sua carriera» ha scritto nel comunicato diffuso in serata.

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AMAREZZA. La doppietta e la rimonta impossibile sull’Atalanta non sono bastate a placarne l’amarezza. Si è sentito colpito perché non arrivavano da un tifoso ma uno dei migliori allenatori italiani, che forse ha voluto spostare l’argomento.

Meglio (per lui) parlare dell’arbitro piuttosto che delle sostituzioni anticipate pensando al Manchester City, tenendo in campo Gomez che zoppicava e chiedeva il cambio quando la Lazio aveva già avviato la rimonta.

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PRECEDENTE.

Così alla fine ha accusato Immobile come nello scorso campionato si era scagliato nei confronti di Chiesa. Una casualità mica tanto. Un precedente, perché aveva accusato di simulazione anche l’attaccante della Fiorentina, altro talento del calcio italiano.

 Ciro e Federico, punte di diamante della nazionale del ct Mancini, si troveranno di fronte domenica al Franchi di Firenze. E qualche cattivo pensiero deve aver attraversato la mente del centravanti, disturbatissimo dalle frasi di Gasperini e preoccupato dalle possibili conseguenze.

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Essere guardato con un occhio diverso dagli arbitri e dal pubblico.

DELUSIONE. «Era deluso, nervoso, molto dispiaciuto»ha raccontato Marco Sommella, suo amico e manager. «Le dichiarazioni di Gasperini sono gravi e inaccettabili, Ciro era arrabbiato perché arrivano da un allenatore esperto, non da un tifoso.

La sua carriera è stata costruita con sudore, spirito di sacrificio, passione. Ha segnato più di 150 gol. Non è un simulatore e dà fastidio essere tirati in ballo a sproposito. Se cade o inciampa in area la prossima volta, pensate a Firenze, cosa succede?

Questo dispiace a Immobile. Non può essere messa in dubbio la sua correttezza, è un patrimonio del calcio italiano e dovrebbe essere tutelato. Qui invece viene fatto passare per simulatore. La sfortuna di Gasperini è che si sia imbattuto in Rocchi, il miglior arbitro italiano in circolazione».

 

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