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Gasp punta su Ilicic: ancora titolare per farlo sbloccare. L'anno scorso fu devastante

Il tecnico vuole ripartire dopo la batosta in Champions League, e dà fiducia allo sloveno in attacco. Da ex ha già colpito la scorsa stagione.

Messo in campo, e anche davanti alle sue responsabilità. L’annuncio di Gian Piero Gasperini («Non credo che farò turnover con Ilicic: ha bisogno di giocare») ha un messaggio incorporato: è ora di fare qualcosa di più, e di meglio.

Vale per tutti, vale soprattutto per lui. L’avvio di stagione dello sloveno è stato un po’ così, diciamo pure grigio: molto fumo, poca lucidità, moltissima intermittenza, pochissima concretezza. Lui è così, ma di solito, al di là degli sbalzi di rendimento che ha nel dna, gli succede quando è più affaticato: se dovesse dipendere dalla stanchezza a metà settembre, si spiegherebbe ancora meglio quel bisogno di giocare di cui parla Gasperini.

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Così scrive La Gazzetta dello Sport. STANCHEZZA NERVOSA. Il tecnico non teme come prima nemica la stanchezza fisica per i suoi, la terza partita in otto giorni, e altre tre ce ne saranno nei successivi nove: «La successione mercoledì-domenica in passato l’abbiamo sempre gestita bene».

Quello che forse è mancato di più all’Atalanta di Zagabria è stato il recupero nervoso, con un giorno e mezzo in meno di riposo, anche psicologico, rispetto alla Dinamo. La Fiorentina prepara la gara di oggi da una settimana piena: anche questo può avere il suo peso.

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APPROCCIO. Come l’approccio alla partita: non solo a Zagabria, ma anche contro Spal e Torino, l’Atalanta ha sofferto i ritmi alti ad inizio gara. Ilicic può aiutare a spezzarli, se la Viola sceglierà di aggredire da subito. E può anche risucchiare Caceres, la chiave della «nuova» difesa a tre scelta da Montella, fuori dalle zone in cui garantisce più solidità.

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DA EX. Quella contro la Fiorentina è, o dovrebbe essere, una partita speciale a prescindere, per Ilicic. Viola per quattro stagioni, dal 2013 al 2017,due gol le aveva segnato (con il Palermo) prima di indossarne la maglia e altri due, più due assist, le ha messo in conto l’anno scorso.

Uno in campionato e uno in semifinale di Coppa Italia, per rispondere a Muriel, allora ancora sull’altra sponda. Ora che giocano insieme, oggi i due potrebbero «staffettare». Sembrava l’ora del debutto dall’inizio per il colombiano, ma il tecnico l’ha rinviato anche a parole: «Lo vedo molto pronto quando entra, non ha ancora i 90’».

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