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Garra, temperamento e personalità, così Milenkovic ha vinto il derby balcanico con Mandzukic

Con l'assenza di Vincent Laurini nella partita più attesa della stagione, Stefano pioli ha optato per Nikola Milenkovic come soluzione per contrastare la fisicità di Mario Mandzukic sulla fascia destra. Una scelta coraggiosa e allo stesso tempo ponderata, anche vista l'inadeguatezza mostrata sin qui da Bruno Gaspar, troppo leggero e poco abile in fase difensiva.

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Il classe '97 ex Partizan Belgrado è stato autore dell'ennesima partita convincente, in una posizione di campo ibrida, a metà tra terzino destro e difensore centrale, in una difesa a "tre e mezzo" come l'avrebbe definita Luciano Spalletti.

Il giovane serbo si è disimpegnato con personalità e con una buona dose di garra per annullare Mandzukic in un duello tutto balcanico.

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Dopo una serie di prestazioni in cui aveva sempre dimostrato una certa tranquillità, senza mai rischiare niente, Milenkovic non si è emozionato neanche contro i vice-campioni d'Europa in carica, in una sfida che per Firenze vale tantissimo.

Certo non dovrebbe sorprendere visto che in carriera aveva giocato partite di questo rango, e forse anche più sentite per l'ambiente come il "derby eterno" tra Partizan e Stella Rossa, dove tra l'altro aveva anche segnato.

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Il testa a testa con Higuain è la fotografia che più di tutte rispecchia la sua prova.

E pensare che al momento del suo arrivo questa estate aveva lasciato qualche dubbio, vista la partecipazione all'Europeo U-21, ma solo come riserva. Poi l'arrivo a Moena e la personalità mostrata subito in sala stampa quando ha mostrato con un discorso in italiano la sua voglia e il suo desiderio di voler far bene qui a Firenze sin da subito, iniziando proprio dalla lingua.

Il resto è arrivato col tempo, frutto degli insegnamenti ricevuti in questi mesi sotto la guida di Pioli e di compagni più esperti come Astori e Pezzella.

Arrivato in punta di piedi, ha disputato sin qui sempre buone gare. Pioli più volte ha detto di essere rimasto sorpreso dalla sua fisicità (195cm) e allo stesso tempo della sua velocità.

Adesso con la prova di maturità superata contro la Juventus si candida per un posto nell'undici titolare. All'allenatore il compito di trovare una collocazione adeguata a quella che sembra essere diventata l'ultima scommessa vinta da Pantaleo Corvino proveniente dalla zona balcanica.

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