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Galli: «Pisano di origine, ma il cuore è viola»

L’ex portiere di Milan e Fiorentina si è espresso sulla delicata sfida di stasera contro il Pisa, in programma per le 18.30

Giovanni Galli è intervenuto in diretta a Lady Radio per parlare del derby tra Fiorentina e Pisa. L’ex portiere della Nazionale ha sottolineato le sue origini, essendo nato a Pisa, pur mostrando un legame più forte con la Fiorentina, di cui ha difeso i pali dal 1977 al 1986, oltre ad essere stato dirigente della squadra nel periodo post-fallimento.

SULLA CLASSIFICA. «Intanto pare che la prima sentenza sia stata emessa, in termini di lotta classifica, col Verona che ha perso di nuovo. Il Pisa ha poche chance, anche se oggi fa risultato. La partita di oggi va vinta, senza alcun dubbio. Riagganceresti Lecce e Cremonese, e non è poco. La Fiorentina ha un pessimo storico negli scontri diretti, e il peso della partita di oggi è tutto sulla squadra, perché è la favorita».

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SUL MATCH. «Non dobbiamo giocare con presunzione. Il Pisa corre molto e lotta su tutti i palloni, poi dopo 70 o 75 minuti calano. In trasferta si sono comportati bene, stranamente quello che non riescono a fare in casa, lo fanno fuori. La Fiorentina concede molto agli avversari, per questo sarà importante non andare all’arrembaggio. È necessario anche gestire bene le energie mentali e fisiche: è vero che hai giocato giovedì e hai avuto tempo per prepararla, ma nel mezzo c’è stato un viaggio di andata e ritorno, una trasferta difficile, con temperature sotto zero. Il Pisa ha preparato la partita per tutta la settimana, è focalizzato al 100%».

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SULLA FEDE CALCISTICA. «Chi tiferò stasera? L’unica cosa che una persona non può disconoscere sono le proprie origini. Io sono nato a Pisa, e sono orgoglioso di essere pisano. Ma vivo a Firenze da anni, mia moglie è di Firenze, i miei figli sono cresciuti qui, e ho vestito la maglia viola per molti anni. C’è un qualcosa di speciale che mi lega a questa piazza, ho pure dato il mio impegno da dirigente quando eravamo in una situazione pessima, e c’era da ripartire dal basso. L’affetto che ho per questa squadra supera tutto».

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