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Galli: «Giocando così la Fiorentina si salva. Non solo colpe di Pioli, in estate la rosa non è stata migliorata»

Le parole dell’ex calciatore e dirigente viola Giovanni Galli con la Fiorentina che sabato sfiderà il Verona

Parla così a Lady Radio l’ex calciatore e dirigente viola Giovanni Galli, con la Fiorentina che sabato sfiderà il Verona in un match chiave per la salvezza: «La vittoria della Cremonese a Parma ha un po’ rialzato la soglia per la salvezza. Qui si parla di numeri, ma ci sono anche altri aspetti che contano come il valore della squadra, la qualità e i singoli. Credo proprio che la Fiorentina sia la più forte, per cui non mi preoccupano quanti punti devi fare».

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PRESENTE E FUTURO. «Io penserei a Verona, gara che devi vincere, come fatto a Cremona, sfide che non puoi sbagliare. Poi, hai pareggiato con l’Inter, ok, anche se perdevi ci poteva stare. Quello che non ci sta è ciò che succedeva prima, cioè quando hai perso in casa con Verona, Cagliari, Lecce…perdevi sempre gli scontri diretti. Oggi, invece, vedo una Fiorentina diversa. Non devi fare altro se non giocare con la stessa mentalità dei tuoi diretti concorrenti, poi verranno fuori le qualità. C’era tanta paura prima, oggi un po’ meno. C’era fango, tanto, per cui diventava difficile giocare con per tutti. Oggi vedo fiducia, non ho paura del futuro rispetto a qualche mese fa. L’importante è che ciò non porti ad avere supponenza. Devi avere consapevolezza di chi sei e che valori hai. Devi giocare al pari degli avversari nell’intensità, nella fame, poi vedrai che con la qualità che hai le partite le vinci».

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ERRORI. «Ogni fine stagione devi fare una lista di cosa è stato fatto bene e cosa no. Il futuro si deve impostare su tutto il cammino, non è perché se fai bene due mesi si cancellano tutte le cose fatte male in precedenza». Pioli-Pradè? «Vorrei che non si dimenticassero alcuni passaggi. Due anni fa arrivarono un sacco di giocatori che arrivavano da grandi squadre, De Gea, Kean, Cataldi, Adli, Gudmundsson etc, giocatori pronti. La scorsa estate, invece, sono arrivati giocatori da squadre piccole o di un livello più basso. Nel passaggio da Italiano a Palladino la rosa era stata migliorata. L’anno scorso no. La squadra che aveva fatto 65 punti non è stata rinforzata. L’allenatore non ha dato quello che ci si aspettava, un altro che doveva farti crescere ancora. Anche a gennaio ok Solomon, che però si è fatto male, bene anche Brescianini, ma nessuno dei giocatori presi in due sessioni di mercato ti hanno fatto crescere e migliorare. Si può dire che ha sbagliato quello, quell’altro etc. Però, ho la sensazione che, quando è arrivato Pioli, cioè non un allenatore giovane com’erano Italiano o Palladino, la società e i giocatori si siano sentiti in pace. Cioè, che tutte le questioni le avrebbe risolte Pioli. Credo che in quel momento lì non ci sia stata la percezione di cosa non andava, chi era contento e chi scontento, se c’era del malumore e come risolverlo. Questi aspetti poi restano lì, si incancreniscono e le cose precipitano». 

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