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Galli: «De Gea non può prendere quel gol da Kostic. La Conference è una rottura di p***e»

Le dichiarazioni dell'ex portiere e dirigente viola sulla squadra di Vanoli

L'ex portiere della Fiorentina, Giovanni Galli ha parlato a Lady Radio ed è tornato sul pareggio con la Juve: « De Gea ha responsabilità sul gol di Kostic? Chiedetelo a Di Gregorio che ha levato le mani. De Gea si vede che sta gridando qualcosa a Pongracic per andare a chiudere o spostarsi perché non vedeva la palla. Ho l'impressione che abbia fatto mezzo passo a destra per vederla. Quando è partita la palla ho la sensazione che sia partito in ritardo. Un portiere come De Gea di 190 cm non può prendere un gol a un metro dal palo. Quest'anno in alcuni frangenti ha fatto capire di cosa è capace, altre volte come a Genova è stato criticato perché alcuni gol ce li ha lui sulla coscienza».

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AEK. «Nei momenti di euforia la Conference la giochi in ciabatte, ma negli anni scorsi con Palladino e Italiano si è visto che non ci sono avversari difficili da superare. Oggi però ti trovi in un momento di grande difficoltà e queste gare portano via energie. La Conference è una rottura di p***e: spero che Vanoli la utilizzi per migliorare l'undici o per far giocare 6-7 giocatori che potrebbero essere utili alla causa. La Conference e la Coppa Italia serve a dare un'opportunità a chi gioca meno per valorizzarli. Martinelli è un ragazzo di cui bisogna capire qual è il suo livello perché ha giocato pochissimo. Se De Gea prende un raffreddore o viene espulso ci dev'essere un'alternativa all'altezza del titolare. Martinelli ha fatto vedere cose interessanti, ma sporadiche». 

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KOUADIO. «Mi è piaciuto come è entrato senza timori. Poi ha sbagliato un paio di passaggi, ma ci sta. I giovani con dei dosaggi attenti in questi momenti possono essere solo che una risorsa: guardate Fortini com'è entrato e come ha giocato sia a destra che a sinistra. Ha trasmesso serenità. Parisi ha dato vivacità. Questa squadra senza giovani è lenta, invece questi ragazzini ogni tanto si accendono. Credevo che mettesse anche Fazzini».

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GUDMUNDSSON. «Non può essere imprigionato. Io ancora non lo vedo libero di esprimersi, perché forse ha dei vincoli. Bisognerebbe dirgli di fare cosa gli pare in un contesto organizzato. Deve farci divertire, sennò posso mettere un altro. Secondo me ha bisogno di avere la testa libera».


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