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Gabbiadini: "Non credevo di aver preso il COVID-19. La battaglia si vince stando a casa"

L'attaccante della Sampdoria è stato tra i primi a risultare positivo al Coronavirus. Oggi racconta la sua esperienza

Manolo Gabbiadini a La Gazzetta dello Sport parla così della sua esperienza con il COVID-19: "Ho sentito un po' di febbre la sera del 10 marzo, ma non ho pensato al virus. Quella notte ho dormito male, mi girava la testa ma non ero caldo, avevo 37.5.

Ho chiamato il dottor Baldari della Samp, poi mi ha moglie mi ha suggerito di chiedere il tampone visto che in casa abbiamo due bimbi piccoli. Il dottore è venuto a farlo, ma già giovedì stavo benissimo e mi era passata la febbre.

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Alle 15 mi ha chiamato per dirmi che ero positivo. All'inizio gli ho chiesto se stesse scherzando, anche se era ovvio fosse serio. Non me l'aspettavo, la febbre era passata subito ma da quel momento ho cominciato davvero a riflettere sul coronavirus.

Se avessi aspettato un giorno in più non avrei più fatto il tampone perché stavo molto bene e magari, andando a comprare la frutta, avrei contagiato un anziano signore in maniera inconsapevole: è un pensiero bruttissimo, che mi tormenta.

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Ho capito che ci sono tanti positivi che nemmeno lo sanno, allora è chiaro che la battaglia la si vince solo restando a casa. Non ho competenze politiche e sanitarie, ma probabilmente chiudere tutto per 15 giorni sarebbe stato giusto.

Quanto tutto questo finirà, ci godremo di più la nostra Italia che è bellissima".

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