Frey: "Peccato per la finale mancata di Coppa Uefa. Ribery più carico che mai"
Il portiere francese stavolta non intervista ma risponde alle domande dei tifosi viola
Seba Frey stavolta risponde. Il portiere francese, ex Fiorentina, ha risposto a tante domande sul profilo Instagram della Fiorentina stessa: "Ho cercato di coinvolgere i tifosi raccontando cose che sono accadute in campo, durante gli allenamenti o durante i viaggi.
Ho voluto condividere con i tifosi tanti aneddoti. Ho un rapporto speciale con tutti i tifosi viola. Rialti? E' stato un grande giornalista, e non lo dico io ma la sua carriera. E' stato anche un grande tifoso della Fiorentina e le sue critiche erano anche da tifoso oltre che da giornalista.
Questa sua passione lo ha reso il giornalista emblematico della Fiorentina. Lo ricordo con grande affetto. La semifinale di Coppa Uefa contro i Rangers. Cosa successe dopo la gara? La partita finì 0-0. Nel rientrare a Firenze ci furono dei ritardi.
Tra l'altro era la notte del 25 aprile. Quindi siamo partiti più tardi del previsto e sappiamo che Peretola non aiuta. Siamo atterrati a Bologna, abbiamo dormito là andando a letto verso le 5. Alle 8 la mattina partenza per Firenze dove ci siamo allenati.
Nel weekend giocammo contro la Sampdoria e pareggiammo 2-2 con un gol subito nel finale. Peccato non aver raggiunto la finale... Quell'anno ci saremmo meritati una finale per tutti i sacrifici che avevamo fatto. Sono convinto che una finale l'avremmo vinta con il gruppo che avevamo costruito.
Purtroppo non siamo riusciti ad entrare nella storia della Fiorentina con un trofeo. Qualsiasi giocatore abbia giocato a Firenze è rimasto innamorato della città. Chi sceglieresti per una vacanza in quarantena? Dario Dainelli per l'organizzazione della vacanza.
Per questo è il numero uno. Poi prendo il mio amico Adrian Mutu perché con lui vengono fuori sempre belle serate. E infine porterei Lupatelli, uno capace di farti piangere dal ridere. Quanto di te è italiano e quanto francese?
Del Frey calciatore il 95% è italiano. Sono diventato uomo in Italia e gran parte della mia carriera l'ho giocata proprio lì. L'Italia è la mia seconda casa e mi ha portato a raggiungere traguardi importanti. Sarò sempre grato all'Italia.
Per riportare in alto la Fiorentina bisogna investire. Si deve avere un Centro Sportivo di alto livello e uno stadio di proprietà. Commisso ce la sta mettendo tutta anche se gli stanno creando un po' di problemi. Rocco ha idee molto chiare e non mollerà.
Avremo sia il Centro Sportivo che lo stadio di proprietà. Lì potremo scrivere altre pagine di storia della Fiorentina. Costanza di rendimento e ritorno dagli infortuni? Il secondo di infortunio mi ha portato purtroppo alla separazione con la Fiorentina.
E' un brutto ricordo. Il primo infortunio arrivò invece in una partita contro la Juventus. E' stato un periodo lungo e doloroso per me. Poi nella stagione successiva ho ripreso a giocare ma dovevo ritrovare forza, riferimenti e tranquillità.
In quel periodo ho subito giustamente delle critiche. La svolta è stata in un Fiorentina-Lazio quando feci una parata di piede su Mudingayi. Da lì mi è scattato qualcosa e sono tornato ad essere decisivo. La parata su Pjanic in Champions League contro il Lione?
E' stata bella. Una parata molto importante. Fu un intervento concreto. Nel Lione c'era Juninho Pernambucano che ha inventato la 'maledetta. Dal 2002 hanno inventato questi nuovi palloni molto leggeri. Questi palloni sono un incubo per i portieri.
Quando mi cantavano il coro famoso mio figlio, che era piccolo, pensava fosse rivolto a lui. E in tribuna si alzava per salutare la curva pensando che il coro, che non capiva, fosse rivolto a lui. Ribery? Il segnale importante dell'inizio di un nuovo progetto è stato proprio il suo arrivo.
L'ho sentito più carico che mai. Non oso immaginare la voglia che abbia di tornare in campo. E' un giocatore fondamentale dentro e fuori dal campo. Com'è stato il passaggio dal calcio giocato alla tua nuova vita? Mi sono avvicinato al buddhismo dopo il primo infortunio.
Ero entrato un po' in confusione dopo quello stop e per questo avevo chiamato Roberto Baggio per chiedergli qualche consiglio. Lui aveva avuto infortuni importanti riuscendo poi a tornare sempre forte. Mi ha raccontato la sua vita e ho deciso di approfondire questo aspetto.
Inter-Fiorentina, era dentro il gol di Ibrahimovic? Sono andato a rivedere l'azione sotto tutti gli angoli. La palla non è mai entrata dentro. Ho fatto una doppia parata strepitosa ma l'arbitro ha dato comunque un gol inesistente.
Con un VAR utilizzato bene non sarebbe stato gol. Ovrebo? Siamo rimasti scocciati anche perché facemmo due grandi partite contro un Bayern Monaco fantastico. Un episodio così spiacevole in una partita giocata così bene all'Allianz Arena.
Noi possiamo dire che abbiamo giocato alla pari con il Bayern Monaco. Platini dopo la partita scese negli spogliatoi e mi disse: stavolta l'ha fatta grossa e prenderemo provvedimenti. Nello stadio i tifosi della Fiorentina facevano il doppio del tifo dei tedeschi.
Quell'episodio ha sporcato un'esperienza bella. Il mio undici ideale? Ho fatto due formazioni. La prima è quella dei sogni 4-3-1-2: Frey, Moreno Roggi, Passarella, Astori (Davide è diventato l'angelo custode della Fiorentina.
Lo metto anche capitano), Ujfalusi. A centrocampo: Borja Valero, Dunga, Rui Costa. Trequartista, e numero 10, Antognoni. Infine in attacco: Mutu e Batistuta. Con una squadra così si potrebbe puntare allo scudetto. Allenatore?
Vorrei mettere Prandelli ma anche Terim che si è conquistato l'affetto di tutta la gente. La seconda è quella dei migliori per le cene di squadra: Lupatelli, Vargas, Gamberini, Dainelli, Ujfalusi, Semioli, Donadel, Gobbi, Pazzini, Toni, Mutu.
Alle cene di squadra questi erano delle garanzie. L'allenatore di questa seconda squadra direi Malesani, un grande intenditore di vino. Jorgensen sarebbe stato l'autista privato. Eravamo una squadra unita, da Champions League.
Osvaldo? Due giorni fa mi ha tirato un bidone. Non si farà più la diretta perché non si è neanche scusato con i tifosi. Ma da questo è nata una cosa interessante perché ho interagito con i tifosi chiamandone tanti in diretta.
Credo che si potrebbe dedicare un'ora di diretta proprio con i tifosi protagonisti con me. Commisso mi ha fatto un'ottima impressione perché ha dato importanza al passato della Fiorentina. Deve essere un'arma in più per la società.
Una società diventa grande quando rispetta tutti coloro che hanno vestito la maglia della Fiorentina".


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