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Franchi aperto, l’idea è un flop: in 200 per i viola

Come riporta La Repubblica Firenze, ricordi. Da questa parte erano in ottomila, nel gennaio del primato in classifica. Paulino Sousa l’emussionale sorrideva al mondo. Freddo cane. Cuore caldissimo, quasi rovente. Porte aperte sul sogno, prima che un killer lo facesse a pezzi con tecnica chirurgica.

Gennaio non porta bene quando la Fiorentina vola alto. Una volta Ficini, quella volta Benalouane. Puff. Sogno sparito. E adesso? Adesso sono in duecento, in maratona. Niente cori, pochi applausi, se chiedi che ore sono ti sentono in tribuna, dove alloggiano tre giornalisti e un ex difensore biondo e simpatico.

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Uno rimasto nella storia per una rete all’Allianz arena di Monaco di Baviera, la sera in cui il signor Ovrebo e il suo guardalinee fecero un lavoretto per salvare la faccia ai potentissimi tedeschi. Per Kroldrup è seduto su una poltroncina e scrive e scrive.

In panchina c’è il direttore generale e capo della comunicazione Pantaleo Corvino, poco più in là Giancarlo Antognoni.

Il dg fa sapere in giro che la Fiorentina sta lavorando per prendere un giocatore di nome. Insomma, a gennaio la squadra più triste dai tempi di Mihajlovic spenderà qualcosa, anche perché Pioli è aziendalista ma non così aziendalista da non chiedere ciò che gli era stato promesso.

Sicuramente arriveranno un centrocampista e un terzino. Il resto si vedrà. Ciò che è certo è che il tecnico ha chiesto le cessioni di Maxi Olivera e del mitico Cristoforo, due operazioni volute fortemente dai suoi dirigenti, e nessuno ha ancora capito perché.

È triste vedere lo stadio deserto e ripensare a due anni fa, alle bandiere al vento e ai bambini che correvano felici dietro ai loro idoli. All’ultimo allenamento di questa Fiorentina i tifosi erano cinquecento. Adesso meno della metà.

Però c’è Chiesa, che strappa qualche applauso, mentre Pioli cerca di nascondere la formazione ma senza esagerare, perché il venerdì è il giorno delle grandi decisioni. Le buone notizie sono i recuperi di Badelj, Laurini e Thereau.

La formazione dovrebbe essere quella titolare, anche se c’è molta voglia di dare una possibilità a Babacar. Già. Ma come? facendo fuori Simeone? Difficile? Giocando con due punte? Ancora più difficile.

Mentre un sole pallidissimo saluta e se ne va, la Fiorentina segue la sua strada.

I pensionati escono lentamente dal Franchi e vanno a discutere al bar. C’è chi deve entrare al lavoro e chi il suo lavoro l’ha già fatto, mentre Corvino il dg passeggia sul campo stretto dentro al suo cappotto di casentino azzurro scuro con il telefono appicciato all’orecchio.

Lui è contento del proprio lavoro e il suo contrattone è blindato come nessuno mai. E poi qualcuno disposto a prendere Cristoforo e Maxi Olivera si troverà. Cataldi a parte, serve un nome per poter dire ai tifosi che il progettone è una cosa seria e tener buono il buon Pioli, che sogna nel colpo in casa Lazio, per ritrovare l’entusiasmo dei suoi, per prendersi la sua piccola rivincita, per fare in modo per il prossimo allenamento a porte aperte sia un po’ più colorito di questo solitario pomeriggio di fine novembre.

E intanto Kroldrup prende appunti. Lui forse ci crede davvero. Chissà.

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