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Fiorentina e un dicembre cruciale, anche per il mercato

Come riporta il Corriere Fiorentino, novembre, senza vittorie, è stato il mese della sofferenza. Dicembre, appena iniziato, quello della speranza. Una specie di banco di prova che potrà svelare il vero volto della Fiorentina.

Trentanove giorni dopo il 3-0 con il Torino, che forse ci ha illuso, la Viola ci riprova con il Sassuolo, fragile e intimorito da una classifica pericolosa, ma anche stimolato dal cambio di allenatore.

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Iachini è un vecchio amico, nostro e anche di Pioli e sicuramente complicherà il pomeriggio del Franchi.

Ma se la Fiorentina vuole rimanere nella cosiddetta A2 del campionato e coltivare la speranza di poter inseguire l’ultimo teorico posticino in Europa League, oggi non può sbagliare. Di riffa o di raffa servono tre punti. Come, non importa.

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Anche se sarebbe logico e auspicabile dare un seguito ai miglioramenti visti all’Olimpico contro la Lazio. Ma, come detto, prima il risultato. Poi il gioco. Perché la classifica non aspetta. Siamo l’ultima squadra di un gruppone che lotta per quel che resta dell’Europa: sei candidate per un posto, in attesa di verificare se la Samp si farà risucchiare.

Dicembre servirà per capire cosa troveremo sotto l’albero Viola.

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Sei partite cruciali tra campionato e coppa Italia, sette se supereremo gli ottavi della Tim Cup con i blucerchiati di Giampaolo. Alla fine di questo tortuoso percorso capiremo se potremmo infiammarci e scaldarci, sognando una primavera appassionante o se saremo costretti a un lungo e gelido inverno di transizione.

Cambia tanto e non solo nella percezione dei tifosi. Anche nelle strategie societarie. Perché una Fiorentina che ha davanti a sé la concreta possibilità di afferrare l’Europa potrebbe spingere i Della Valle e Corvino a un investimento più cospicuo sul mercato dove un terzino sinistro e un centrocampista centrale restano in ogni caso delle urgenze.

Sassuolo è la prima verifica, sotto certi aspetti la più semplice ma anche la più complessa perché dopo quattro partite in cui la banda Pioli ha raccolto appena due punti, il rischio di voler strafare oggi al Franchi è notevole.

E la Fiorentina non può permetterselo. Serve lucida determinazione.

Le paroline magiche, in questo autunno di passione, sono rabbia e continuità. La rabbia di chi non vuole accontentarsi del pareggio con la Lazio e la continuità necessaria a scalare la classifica.

Vediamo se la Fiorentina avrà queste fondamentali qualità o se siamo ancora nella fase «una calda e una fredda». Quanto fatto finora è il minimo sindacale, forse anche meno. Serve uno scatto in avanti. Per sognare l’Europa bisognerebbe arrivare alla boa del campionato vicino a 30 punti (siamo a 18) vincendo magari le tre in casa con Sassuolo, Genoa e Milan e magari la trasferta di Cagliari prima di Natale oppure cercando di approfittare del momento di difficoltà del Napoli domenica a Fuorigrotta.

Non è un calendario proibitivo, ma neppure semplicissimo. Di sicuro la Fiorentina non può più sbagliare partite alla sua portata. Il 30 dicembre, giorno di Fiorentina-Milan, ultima di andata, il futuro immediato di Firenze sarà molto più chiaro.

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